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SPORT
30 ottobre 2007
Pensiero definitivo sugli arbitri.
Mi ritrovo completamente in quanto dice oggi Paolo Ziliani su settimanasportiva.it :
Questi i titoli dei tre quotidiani sportivi di domenica 28 ottobre, all'indomani di Napoli-Juventus 3-1. “Il Napoli e l'arbitro battono la Juventus” (Gazzetta dello Sport); “Bergonzi-Juve 3-1” (Tuttosport); “Napoli vola, furia Juve” (Corriere dello Sport). Ma anche i più importanti quotidiani politici non scherzano e pubblicano addirittura in prima pagina titoli così: “Due rigori fantasma: l'arbitro affonda la Juve” (Corriere della Sera); “Due rigori fantasma: Juve ko al San Paolo” (la Repubblica); “L'arbitro condanna la Juve” (La Stampa). Ora, premesso che il signor Bergonzi, arbitro di Napoli-Juventus, si è letteralmente inventato sia il primo, sia il secondo rigore concessi al Napoli (Chiellini è intervenuto sulla palla e Zalayeta si è platealmente buttato), dimenticandosi semmai di punire col rigore – nel primo tempo – una strattonata di Chiellini ai danni di Lavezzi ben più sospetta; chiarito che gli errori dell'arbitro hanno pesato terribilmente sul risultato finale (passato dall'1-1 al 3-1 per il Napoli), resta da capire una cosa.

Come mai dopo Fiorentina-Juventus 1-1, e cioè tre settimane fa, e non nel Medioevo, non abbiamo letto titoli di questo tenore sulla Gazzetta dello Sport, su Tuttosport, sul Corriere dello Sport, sul Corriere della Sera, su la Repubblica e su La Stampa? Eppure, l'arbitraggio di Rizzoli a Firenze era stato catastrofico né più né meno di quello di Bergonzi a Napoli: con la differenza che ad essere stata sfavorita era stata la Fiorentina, cioè l'avversaria della Juventus. Lo ricordiamo tutti: Rizzoli, il numero 1 della scuderia-Collina, aveva convalidato il gol di Iaquinta a dispetto del più clamoroso fuorigioco attivo della storia del calcio (Trezeguet che passeggia bellamente davanti a Frey al momento del tiro); e due rigori colossali, sempre per falli di Chiellini (su Semioli il primo, su Vieri il secondo) non erano stati accordati dal giovane arbitro alla squadra viola. Ebbene: il giorno dopo, lunedì 8 ottobre 2007, nessuno di noi ha trovato sui giornali titoli come “Rizzoli-Fiorentina 1-1”, “La Juventus e l'arbitro fermano la Fiorentina”, “Due rigori non dati: l'arbitro affonda la Fiorentina” e via dicendo. E ancora: se a Napoli, a fine partita, il presidente della Juventus, Cobolli Gigli, ha fatto il giro delle dieci tivù mettendo in scena il Rito del Pianto, nessuno ricorda pianti e strepiti di Della Valle dopo i furti, pure clamorosi, di Fiorentina-Juventus.

Domanda: dopo Calciopoli, la Juventus è diventata una squadra uguale alle altre o è rimasta “più uguale” delle altre? Sarebbe bene che qualcuno ce lo spiegasse: in questo caso, più i direttori dei giornali che i dirigenti del Palazzo. Perché la verità è una: arbitrare è sicuramente difficile, i nostri arbitri sono mediamente scarsi e però, vivaddìo, ora sbagliano liberamente, e non a comando. Per capirci: ricordate il prode Bertini che nel famoso Juventus-Milan 0-0 negò, al pronti-via, due incredibili rigori al Milan per falli di Zebina (su Crespo e su Kaladze), bloccò Shevchenko a tu per tu con Buffon per un fuorigioco inesistente e riuscì addirittura nell'impresa di compiere il capolavoro di fermare Kakà lanciato verso il gol per accordare una punizione “a favore” del Milan? Ebbene: gli scempi di Bertini, addirittura pacchiani e superiori – per gravità – agli scempi commessi da Bergonzi a Napoli e da Rizzoli a Firenze, avvenivano – com'è stato dimostrato – per obbedienza a un piano pre-ordinato. Bertini, come De Santis, come Pieri e tanti altri, era semplicemente un arbitro che faceva gli interessi della Cupola moggiana, in pratica un killer di risultati.

Riassumendo. La differenza tra il calcio di Calciopoli e il calcio dopo-Calciopoli è questa: oggi si vede Rizzoli sbagliare tutto a favore della Juventus (Fiorentina-Juventus 1-1, 7 ottobre 2007) e venti giorni dopo Bergonzi sbagliare tutto a sfavore della Juventus (Napoli-Juventus 3-1, 27 ottobre): ai tempi di Calciopoli, la seconda ipotesi non era prevista. Non era contemplata. E insomma: una volta gli arbitri erano scarsi e manovrati, oggi sono solo scarsi. Nella speranza che diventino bravi, c'è di che essere contenti. Noi almeno la pensiamo così. Non è vero Carlo Verdelli (direttore della Gazzetta dello Sport), Giancarlo Padovan (direttore di Tuttosport), Alessandro Vocalelli (direttore del Corriere dello Sport), Paolo Miali (direttore del Corriere della Sera), Ezio Mauro (direttore de la Repubblica), Giulio Anselmi (direttore de La Stampa) eccetera eccetera eccetera?

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permalink | inviato da JPier il 30/10/2007 alle 0:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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