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SOCIETA'
13 novembre 2007
Preghiere che si riformano.
Si era pensato di trasformare l' Ave Maria in "Rallegrati, Maria". Poi però ci si è resi conto che quell' Ave era troppo radicato nella cultura, anche se molto anacronistico. Allora i fedeli continueranno a dire "Ave Maria, piena di grazia". Rallegrati rimarrà solo per certi aprte della liturfìgia ufficiale, e solo per l'officiante.
Quello che cambia, anche pe ri fedeli è il "Padre Nostro". Infatti laddove prima si diceva:

...e non ci indurre in tentazione...
Da oggi si dovrà dire:

...e non abbandonarci alla tentazione...

Il cambiamento è figlio di discussioni teologiche, che partivano dalla considerazione: non può essere Dio a indurci in tentazione, ma siamo noi che ci allontaniamo da Dio e ci abbandoniamo quindi alle tentazioni. E' una rivisitazione, anche interpretativa, certamente forte, in quanto si va a toccare uno dei più discussi temi, quelli del bene e del male, e soprattutto della presenza del male. Ora il male è considerato una scelta d'arbitrio, punto e basta. Prima era arbitrio più Dio che dava la possibilità di allontanarsi da lui (il passo più significativo al riguardo è la mela di Adamo e Eva).

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permalink | inviato da JPier il 13/11/2007 alle 13:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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