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piertorri
POLITICA
21 novembre 2007
Berlusconification.


Se tra una cosa e l'altra nell'ultima settimana si è parlato solo di centro-destra, il motivo è l'attualità politica, che confina il governo nell'ombra dopo settimane di palcoscenici in chiaroscuro, e dà spazio dal dopo approvazione della Finanziaria ai mille problemi della ormai ex CDL.
Oggi la questione si è fatta ben più grave, con la pubblicazione da parte di Repubblica dei verbali che dimostrerebbero le continue interferenze di Berlusconi sulla Rai e soprattutto delle convivenze tra RAI e Mediaset durante il governo di centro-destra. Da quanto emerge e al netto di tutte le cose ancora oscure e da chiarire, risulta chiara una strategia volta a mettere sempre in buona luce il leader di Forza Italia, attarverso servizi manipolati, interviste a sorpresa che tanto a sorpresa non erano, trasmissioni create ad hoc a Porta a Porta. Addirittura i palinsesti paiono essere oggetto di riflessione non solo degli uomini della RAI, ma anche di quelli Mediaset. In sostanza la controprogrammazione si faceva solo quando si voleva, solo per certi programmi. Quando c'era la necessità di fare ascolti in RAI, si chiamava Mediaset e la si invitava a non fare controprogramamzione. Avveniva lo stesso a ruoli inversi. Fa ancora più scalpore la strumentalizzazione di un evento storico come la morte del Papa, da parte di Berlusconi. Tutto è studiato, il meccanismo era ben oliato, orchestrato dalla segretaria (ora ex) responsabile di Berlusconi, di uomini in RAI tra cui Mimum, e ovviamenti i propri dipendenti a Mediaset.

Questa la fucilata a Berlusconi di oggi. Il problema è che pare stia iniziando un processo di deberlusconizzazione della politica, si sta cercando di cavalcare un'onda per dare la spallata (termine abusato invano dal leader di FI) definitiva. E i partecipanti sono i suoi avversari politici, che oggi sono usciti allo scoperto. Il giornale di riferimento del PD, edito dalla tessera numero uno del PD, esce con i verbali che inchiodano Berlusconi. Ieri Cesa si è scontrato con la Prestigiacomo, parlando del nuovo partito di Berlusconi come un partito padronale. L'UDC ha del resto continuato in una strategia iniziata molto tempo prima, circa 15 mesi fa, quando a elezioni perse ha preferito svicolarsi da Berlusconi, non partecipando alle varie manifestazioni di protesta anti-governative. Scendendo in piazza solo in certe occasioni (Family Day). Due giorni fa era stata la volta di Fini, di cui si è parlato anche qui, con un affondo definitivo, che chiarisce come il leader di AN abbia già deciso tutto, e la sua idea è correre da solo, sperando di diventare il primo partito di centro-destra in Italia.

Si sta insomma cercando di confinare Berlusconi all'angolo, forse perchè ora nel centro-destra gli altri leader sono più coscienti della propria forza, e cercando di affrancarsi da una situazione che li ha visti sempre in secondo piano. Situazione che hanno ben accettao, perchè, va ricordato, senza Berlusconi, AN per dirne una non sarebbe mai andata al governo.

Vediamo ora gli sviluppi.
Gli sviluppi immediati dell'affaire televisivo, che si preannuncia almeno piccante, e gli sviluppi della deberlusconizzaione.

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permalink | inviato da JPier il 21/11/2007 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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