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POLITICA
8 ottobre 2008
Berlusconi a tutto campo: lo scandalo Catania.
E' davvero uun Berlusconi a tutto campo quello di domenica sera. Sulla Georgia si preme a dire:
Tra donne sgozzate e violentate e gravissimi fatti di violenza Putin si era trovato in una situazione tremenda. Il presidente georgiano, approfittando delle olimpiadi, aveva preso l'assurda decisione di svolgere un attacco inusitato. La reazione di Putin è stata logica andando a Tbilisi contro un presidente che si è macchiato di questi gravissimi fatti di sangue
Si attende ora il commento di Kaladze.

E poi lo scandalo Catania. La città è fallita sotto la gestione del medico di Berlsuconi, sì quello che ha sempre detto che il Berluska è una persona superbionica conuun corpo da diciottenne (negli ultimi tempi non lo dice più perchè ogni mese Super Silvio o sviene in pubblico o va a curarsi in Umbria), e Berlusconi ha finanziato la città con soldi dello Stato. Spero abbiate capito bene. Un improbabile sindaco ha distrutto una città e le sue casse. Ha speso l'impossibile, ciò che non aveva. E per risolvere il tutto nessuno paga, ma l'amico Berlusconi immette denaro pubblico nelle casse della città. La Lega è stata zittita e nessun giornale ne ha mia parlato apertamente, eppure è quello che è successo...

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POLITICA
27 settembre 2008
Nascondino.


Mentre il Caucaso stavo diventando una fornace di dissapori, odi e timidi tentativi di riaprire il fascicolo "Guerra Fredda", il nostro Ministro degli Esteri, colui che si dovrebbe interessare a nome nostro di quello che succede al di là dei confini, se ne stava spiaggiato alle Maldive con la sua bella.

E poi Berlusconi. Dice al mondo di non poter andare al Palazzo di Vetro a New York per parlare all'Assemblea Generale. Il motivo? Deve occuparsi di Alitalia, che è troppo importante per il Paese  e per il suo governo.
Eppure Berlusconi in questi giorni di trattativa in zona cesarini proprio non si fa sentire. Manda avanti Letta, è lui l'uomo che insieme a Veltroni tesse la tela dell'accordo Sindacati/Cai.
E Berlusconi?
Partito!
Partito?
Già, se ne sta in Umbria in un beauty center per dei massaggi alla schiena.

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POLITICA
21 dicembre 2007
Berlusconi spadroneggia.
Tutti a parlare dell'interecettazione tra Berlusconi e Saccà, tutti a interrogarsi sul come, se sia giusto o no che vengano pubblicate, sul perchè siano state pubblicate, sui legami tra la procura di Napoli e il quotidiano La Repubblica. Insomma di quei sette minuti non parla mai nessuno, non si entra nel merito, non viene chiesto a Berlusconi perchè ha tenuto quel comportamento al limite della legalità.

Certamente possiamo definirlo immorale? Poi salterà fuori che lo fanno tutti, che la politica è così, che è così perchè è lo specchio dell'Italia e via dicendo. Ma ora che abbiamo davanti un fatto, chiaro, incontrovertibile, perchè non lo si analizza, perchè non se ne parla? Berlusconi segnala a Saccà un'attrice, perchè è merce di scambio con un senatore che potrebbe passare così dalla maggioranza all'opposizione e far cadere il governo.

Insomma a nessuno colpisce che la governabilità e l'esistenza stessa di un governo siano legate alle vicende di un'attrice di terz'ordine??
E non sono certo la verginella del quartiere, ma almeno ancora riesco a stupirmi, scandalizarmi, preoccuparmi!
Invece qui si parla solo di intercettazioni in quanto tale. E Berlusconi, quasi fiero, che se ne va in giro per l' Italia a pontificare su tutto, da calciopoli alla RAI, dove, a parer suo, ci lavora solo chi è di sinistra o si prostituisce. Proprio lui che viene intercettato mentre fa una raccomandazione. E poi, per fare un esempio, Bruno Vespa? Beh, di lui si può dire di tutto, tranne che sia di sinistra. Eppure sta in RAI. Quindi il cerchio si restringe...


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POLITICA
20 dicembre 2007
LA telefonata intercettata tra Berlusconi e Saccà..
L'avete sentita tutti l'intercettazione telefonica tra Saccà e Berlusconi, vero?
Nel caso, per recuperare, qui c'è l' audio.

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POLITICA
13 dicembre 2007
La poesia del giorno di Silvio Berlusconi.
Sento che in questo momento
in Italia
non sono fungibile,
quindi finché sarà necessario,
finché non ci sarà qualcuno
a cui passare il testimone,
resterò qui
per il mio Paese,
disposto
anche a morire.

(di Silvio Berlusconi, 13 Dicembre 2007, Circoli delle Libertà)

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POLITICA
13 dicembre 2007
Berlusconi Point of View.
Traduciamo tutto for bunnies, che per chi non mastica l'inglese vuol dire "principianti".
L'accusa che viene fatta a Berlusconi è che avrebbe assecondato le richieste di qualche senatore del centro-sinistra, per ottenere la sua leatà e dare il via alla spallata di novembre. Nello specifico avrebbe segnalato/raccomandato e di fatto invitato Agostino Saccà ad assumere giovani e belle "figlie di" con tanta voglia di fare cinema. In cambio Saccà avrebbe ottenuto un sicuro committente della sua nuova casa di produzione. Poi le cose si fanno più torbide e riguardano per lo più la RAI e Agostino Saccà, che ha abusato del suo ruolo per ottenere vantaggi personale - in sostanza fingeva di rappresentare la RAI, mentre agiva in realtà per conto della sua società personale e i terzi ci cascavano.

Berlusconi replica e anche qui traduciamo for bunnies.
E' tutta una mossa di Repubblica, del gruppo L'Espresso, quindi di De Benedetti e quindi di una parte del Partito Democratico che vede di malocchio il tentativo fatto da Veltroni di cercare una serena convivenza, addirittura un accordo sulle riforme. Insomma, per Berlusconi c'è qualcuno nel PD che proprio non riesce a digerire che si faccia un accordo con il PD, e quindi si serve di Repubblica per screditare ancor più il nemico, cioè lui, Silvio Berlusconi. Ottenendo così due risultati: Berlusocni finisce sui giornali e messo in cattiva luce. Veltroni e il suo entourage ci pensano due volte prima di ripensare a un accordo con Forza Italia.

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POLITICA
22 novembre 2007
Berlusconification 2.
Ci va giù al solito pesante Ezio Mauro, figlioccio di Eugenio Scalfari. L'antiberlusconismo è stato da sempre uno dei temi cari al giornale di Milano, e la legge sul conflitto d'interessi una bandiera costante, che mai ha trovato efficaci riscontranze in politica, nemmeno col centro-sinistra al governo. Le belle parole in campagna elettorale ("il conflitto d'interessi verrà risolto nei primi tre mesi di governo") si sono sbriciolate davanti ad una realtà di ingovernabilità, con un paio di voti traballanti al Senato.

Ezio Mauro, alla luce di quanto pubblicato sul suo giornale, cavalca ancora una volta l'onda del conflitto di interessi, e rievoca scenari un po' fantapolitici per la verità in cui siamo un po' tutti manipolati. La realtà è un'altra, come al solito, ma non meno drammatica. Che Berlusconi sia un'anomalia tutta italiana (e thailandese) lo rileva anche il più fervente sostenitore di FI, che Berlusconi non debba fare politica è un concetto che difficilmente potrà passare.

In un mondo ideale Berlusconi non dovrebbe fare politica, non dovrebbe essere concesso a un industriale così potente, proprietario dell'impero mediatico privato italiano, di fare politica. Per una ragione di buon senso. Alla luce dei 13 anni di politica berlusconiana, si è rivelato ciò che era chiaro ai meno: che Berlusconi è sceso in campo perchè temeva di perdere le proprie aziende, di andare in carcere e di pagare i conti con la giustizia. I motivi sono questi, poi fatti passare come "sono sceso in campo perchè altrimenti sarebbero saliti i comunisti". I comunisti per Berlusconi sono i nemici, e lo sono anche paradossalmente anche per i suoi elettori, che in realtà poco avrebbero da aver paura. I comunisti in realtà non sono altro che persone di moderato buon senso, con un senso di giustizialismo medio, nati e rifondati dalle ceneri del PCI e confluiti nel PDS. Gente di buon senso, non cattivi personaggi, biechi invidiosi del soldo berlusconiano.

Al governo Berlusconi ha cercato di mantenere lo status quo televisivo e mediatico ed è riuscito a mantenere tutte le licenze che deteneva, ha accelerato sul digitale terrestre, su cui Mediaset ha investito molti miliardi, prevedendo anche leggi di vendita agevolata dei decoder. E al fratello Paolo dava soldi pubblici per una società di costruzione e vendita di decoder. Poi si sa, Paolo è Paolo, e quindi la società è fallita.
A livello giudiziario è intervenuto direttamente sul codice penale, ha usato tutti gli strumenti politici e di tutela parlamentare per allungare i processi riuscendo in tutti i casi a prescrivere il reato. La prescrizione poi viene spacciata per Berlusconi come assoluzione, ma non è così. Stesso discorso per la "mancanza di reato".

In 13 anni di politica Berlusconi ha fatto crescere di molto il fatturato della sua azienda, portandola ad essere uno dei più grandi player internazionali, capace di comprare la Endemol in vendita sul mercato internazionale con molti concorrenti alla finestra.

Ma Berlusconi ha fatto molto anche per i suoi elettori. Ha agevolato soprattutto le piccole-medie imprese, eliminando molta burocrazia, e soprattutto quella burocrazia più fastidiosa che aveva il sapore del controllo. Ha allentato i controlli della Guardia di Finanza, riducendo in modo impressionante il numero dei riscontri sull'evasione. Ha usato i soldi pubblici, indebitandosi, per le infrastrutture (Ponte dello stretto e via altri) e per la diminuzione delle tasse. Certo le tasse sono scese, ma poi sono salite (centro-sinistra) per riequilibrare il bilancio. I conti si fanno sempre alla fine e li paga sempre il cittadino, non è questione di destra e di sinistra. Se le tasse scendono e non si hanno entrate, poi occorre rialzare le tasse, e alla fine c'è un buono (Berlusconi) che abbassa le tasse indebitandosi e un cattivo (Prodi) che alza le tasse eliminando il debito. Poi andrebbe spiegato agli italiani che il debito si paga e si paga con gli interessi ogni anno, come un mutuo.
E poi Berlusconi ha fatto bene a tutti gli evasori, a chi si è costruito abusivamente un piano della propria villetta, o l'intera casa, o una finestra, o una servitù o altro. A tutti questi una serie di condoni che hanno salvato la vita e la faccia. Il fallimento non era più da codice penale, ma aveva solo una valenza amministrativa. Per i falliti niente più carcere. Sai che sollievo... (con tutto poi, che è plausibile pensare all'esclusione del carcere per i falliti, ma con pene più severe riguardo ad esempio a future attività intraprese. Un fallito non dovrebbe più svolgere attività imprenditoriali, e dovrebbe col proprio lavoro aiutare la comunità per un certo determinato numero di anni. Questasarebbe uan giusta pena, senza carcere, ma con l'obbligo ai servizi sociali per tot anni, e l'interdizione eterna all'imprenditorialità).

Tutti questi - e in un paese che vive di medio-piccole imprese, di piccoli imprenditori e di artigiani sono tanti -, devono ringraziare Berlusocni e lo fanno votandolo. Sono gli stessi poi che ora scendono in piazza, che nei bar parlano di Prodi come di un comunista che fa pagare solo le tasse. Argomenti piccoli, da bar per l'appunto, che lasciano il tempo che trovano, e la giustificazione nell'insipienza politica e sociale. Ma si sa che è tutta una questione di interesse personale.

In conclusione, al netto delle paranoie di Ezio Mauro, va considerata una volta per tutte l'anomalia italiana. Il problema è che ora siamo in un momento in cui Veltroni e Berlusconi sembrano andare a braccetto, almeno viste le ultime dichiarazioni d'apertura di Berlusconi. Il punto è che non ci può essere sempre un "ma ora non è il momento". Il momento deve essere il prima possibile, perchè eliminare Berlusconi dalla scena politica non è un atto di tirannide, ma un atto democratico.

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POLITICA
21 novembre 2007
Berlusconification.


Se tra una cosa e l'altra nell'ultima settimana si è parlato solo di centro-destra, il motivo è l'attualità politica, che confina il governo nell'ombra dopo settimane di palcoscenici in chiaroscuro, e dà spazio dal dopo approvazione della Finanziaria ai mille problemi della ormai ex CDL.
Oggi la questione si è fatta ben più grave, con la pubblicazione da parte di Repubblica dei verbali che dimostrerebbero le continue interferenze di Berlusconi sulla Rai e soprattutto delle convivenze tra RAI e Mediaset durante il governo di centro-destra. Da quanto emerge e al netto di tutte le cose ancora oscure e da chiarire, risulta chiara una strategia volta a mettere sempre in buona luce il leader di Forza Italia, attarverso servizi manipolati, interviste a sorpresa che tanto a sorpresa non erano, trasmissioni create ad hoc a Porta a Porta. Addirittura i palinsesti paiono essere oggetto di riflessione non solo degli uomini della RAI, ma anche di quelli Mediaset. In sostanza la controprogrammazione si faceva solo quando si voleva, solo per certi programmi. Quando c'era la necessità di fare ascolti in RAI, si chiamava Mediaset e la si invitava a non fare controprogramamzione. Avveniva lo stesso a ruoli inversi. Fa ancora più scalpore la strumentalizzazione di un evento storico come la morte del Papa, da parte di Berlusconi. Tutto è studiato, il meccanismo era ben oliato, orchestrato dalla segretaria (ora ex) responsabile di Berlusconi, di uomini in RAI tra cui Mimum, e ovviamenti i propri dipendenti a Mediaset.

Questa la fucilata a Berlusconi di oggi. Il problema è che pare stia iniziando un processo di deberlusconizzazione della politica, si sta cercando di cavalcare un'onda per dare la spallata (termine abusato invano dal leader di FI) definitiva. E i partecipanti sono i suoi avversari politici, che oggi sono usciti allo scoperto. Il giornale di riferimento del PD, edito dalla tessera numero uno del PD, esce con i verbali che inchiodano Berlusconi. Ieri Cesa si è scontrato con la Prestigiacomo, parlando del nuovo partito di Berlusconi come un partito padronale. L'UDC ha del resto continuato in una strategia iniziata molto tempo prima, circa 15 mesi fa, quando a elezioni perse ha preferito svicolarsi da Berlusconi, non partecipando alle varie manifestazioni di protesta anti-governative. Scendendo in piazza solo in certe occasioni (Family Day). Due giorni fa era stata la volta di Fini, di cui si è parlato anche qui, con un affondo definitivo, che chiarisce come il leader di AN abbia già deciso tutto, e la sua idea è correre da solo, sperando di diventare il primo partito di centro-destra in Italia.

Si sta insomma cercando di confinare Berlusconi all'angolo, forse perchè ora nel centro-destra gli altri leader sono più coscienti della propria forza, e cercando di affrancarsi da una situazione che li ha visti sempre in secondo piano. Situazione che hanno ben accettao, perchè, va ricordato, senza Berlusconi, AN per dirne una non sarebbe mai andata al governo.

Vediamo ora gli sviluppi.
Gli sviluppi immediati dell'affaire televisivo, che si preannuncia almeno piccante, e gli sviluppi della deberlusconizzaione.

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