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POLITICA
9 ottobre 2007
La mala vita di Antonio di Pietro.
In realtà Il Giornale ci va giù pesasnte nell'articolo monografico sulla vita di Antonio Di Pietro. Fosse soltanto per la spregiudicata valutazione ex-post, frutto di malelingue e pettegolezzi da bar, sul superamento dell'esame per entrare in magistratura. Esame passato al secondo tentativo, più per commiserazione di un commisario, secondo il malevolo giornalista de Il Giornale.
Al netto di questo e dei pregiudizi che si hanno raccontando un personaggio scomodo (soprattutto per quello che ha rappresentato e rappresenta in fatto di anti-berlusconismo), ci sono alcune considerazioni, alcune conosciute, altre no, che valgono il repetuta :

  • Quando Di Pietro si scaglia contro il secondo nemico di sempre (Mastella, va da sè che il primo è Berlusconi) riguardo all'indulto, dimentica che lui stesso era favorevole, pur con la postilla di escludere dal beneficio coloro che si trovavano in carcere per motivi finanziari (è un refuso del passato da pm: da queste parti si pensa che i condannati per reati finanziari debbano pagare il proprio debito non con il carcere, ma con il proprio denaro e con lavori sociali anche per tutta la vita: si puniscono i trasgressori, che non potranno più lavorare per se stessi e si fa un servizio alla società, con lavori o prestazioni d'opera gratuiti: si svuotano un po' le carceri, si riducono i costi sia per la diminuzione di detenuti - che incide poco rispetto al totale dei delinquenti - sia per i lavori sociali svolti da condannati e non da terzi stipendiati dallo stato).
  • Poi c'è un fatto divertente: Di Pietro ha una società di capitali, si chiama "An.To.Cri. srl" dal nome dei suoi tre figli di primo e secondo letto: Anna, Totò, Cristiano. Bene, questa società è un immobiliare, e questa immobiliare ha comprato due appartamenti uno a Roma e uno a Milano. La società ha fatto due mutui per un valore rispettivamente di 300 mila e 400 mila. Poi cosa ha pensato Tonino di Pietro? Ha pensato di affittare i due appartamenti al suo parito IdV con affitto mensile superiore alla rata del mutuo. Tradotto significa che il partito Italia dei Valori si serve del finanziamento pubblico per pagare l'affitto, che copre i mutui della società di Di Pietro. L'idea alla base è quella di servirsi del finanziamento pubblico per comprarsi due appartamenti. Solo che Di Pietro non si aspettava che la storia e la verità venisse a galla, e una volta vista la prima pagina di "Italia Oggi" che raccontava nei particolari la vicenda, si è visto costretto a fare marcia indietro e vergognandosene ha venduto i due appartamenti.
  • Di Pietro va a scuola dai preti; elementari e medie. Poi frequenta il perito industriale e una volta diplomato emigra in Germania e lì lavora per 4 anni in un'azienda di posate. All'età di 23 anni torna in Italia e si iscrive a Giurisprudenza. Si laurea dopo 5 anni.

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permalink | inviato da JPier il 9/10/2007 alle 0:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
20 agosto 2007
Sarà la destra a salvare la sinistra.
Da circa un anno, da quando cioè la sinistra ha vinto le elezioni si paventano scenari apocalittici da fine governo, vita, tutto. Se da una parte c'è una ben evidente situazione di ragionevole incertezza dovuta prevalentemente a una maggioranza in senato tenuta in piedi da un paio di ottantenni, più che da inevitabili scontri di posizione su qualsivoglia argomento, tuttavia per il momento Prodi è riuscito a superare i vari malumori, mostrando in più occasioni il pugno duro e ricordando le conseguenze di una caduta di governo. La certezza dell'annuncio del suo ritiro dalla politica a fine mandato rende ancora più faticosa qualsiasi battaglia, perchè Prodi ha pochi interessi personali (e politici) da difendere per il futuro. Si diceva prima che nel giro di un anno lo spettro della fine del governo è stato sventolato alla piazza nelle occasioni più varie, risultando solo un tentativo buffo del politichese di parlare ai malumori e allo stomaco di elettori propri e, non sia mai, disillusi.
Tutto normale, si dirà, e lo è. E' un discorso e osservazioni talmente ovvie, che il leggerle non suscita alcun pensiero ulteriore. Tuttavia ora aggiungiamo un virgolettato di un deputato, che complice il calore ferragostano e lo svacco da ferie, ha così proferito, pregando l'anonimato:

«Se Berlusconi crede di portarci alle urne subito, senza nemmeno farci maturare il vitalizio  da parlamentare che scatta il 28 ottobre 2008, fa male i suoi conti. Se poi ci mette pure agli  ordini della Brambilla... Saremo almeno una decina, al momento di far cadere Prodi, fuori dall’aula con un terribile mal di pancia».

N.B. Questa temeraria esternazione in tempi in cui anche chi non legge mai lo ritroviamo sotto l'ombrellone con il libro "La Casta" in mano, non ha nulla a che vedere con la bufala del nuovo partito delle libertà.

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permalink | inviato da JPier il 20/8/2007 alle 9:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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