.
Annunci online

piertorri
SOCIETA'
19 novembre 2007
Storie d' America e dell'oggi.
Questa è una storia alluccinante, da testo di psichiatria subito. Tradotto all'osso, per il resto si rimanda all' articolo completo: due adulti si inventano amico virtuale di una ragazzina di 14 anni con problemi psicologici. Costrusicono un ragazzo immaginario, un avatar, creano uno spazio su MySPace, e chiedono di diventare amico al sito myspace della ragazzina. Lei accetta. Tra i due nasce un'amicizia, lei è felice che un ragazzo sia interessato a lei. Poi a un certo punto lui la lascia di punto in bianco, scrivendo ingiurie, e frasi da risarcimento danni milionario (pare che a scriverle sia stata una ragazzina a cui i due adulti avevano dato la password). Lei, già sofferente, si suicida per la disperazione. L'amico immaginario, perchè non è mai esistito, è il diabolico parto delle menti malati di due adulti, vicini di casa della ragazzina, e genitori di una ragazzina che era stata per qualche tempo grande amica della ragazza morta.

Vale davvero la lettura.
Non esistono aggettivi per la vicenda. E' quasi difficile esprimere un'opinione, una considerazione. Sembra una di quelle cose uscite dalla pena raffinata di qualche maestro della letteratura contemporanea. E invece è la realtà di un paesino del Missouri. Realtà che ha già un anno, visto che la vicenda risale al 2006.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cronaca storie

permalink | inviato da JPier il 19/11/2007 alle 20:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
4 ottobre 2007
Il Corona d'oltreoceano.
E' pericoloso, soprattutto in questi giorni, addentrarsi nei territori della giustizia. Soprattutto, come si diceva, ora quando un ex brigatista con condanne plurime per concorso e tentato omicidio si ritrova libero per motivi al limite della razionalità e di nuovo sorpreso nell'illecito. Se poi a seguito dell'illecito si aggiunge una pistola inceppata puntata ad altezza uomo verso un poliziotto, le cose si fanno ancora più gravi. Tanto gravi che pare inutile tirare in ballo i vari Izzo o i signor nessuno che escono e delinquono. E si diceva anche che non si può parlare di giustizia, perchè a fronte della mano morbida e dei benefici si sono spesso riportate a cronaca quotidiana le vicende detentive dei Ricucci e dei Corona. Il teorema dei giustizialisti è "Corona si è fatto 45 giorni di carcere senza motivo, mentre i delinquenti escono". Poi il primo termine di paragone può variare: Ricucci, Coppola, Stasi, mio figlio, l'amico, et cetera.

In America è successo una cosa simile al caso Corona, ma in grande. C'è un fotografo, che è odiato da chiunque abbia una notorietà tale per cui il magazziniere del South Dakota l'ha sentito almeno una volta nominare. Bene. Sto tizio ha un nome e un cognome: David Hans Schmidt. Era un paparazzo spregiudicato, anche se come Corona era allergico a definirsi tale in quanto preferiva considerarsi un commerciante di foto. Per farla breve con la biografia da quarta di copertina cito i due scoop più globali: le foto e video nude di Paris Hilton e lo scandalo sexy della pattinatrice sul ghiaccio. Cose che leggiamo e abbiamo letto tutti, anche quelli che come punto di riferimmento informativo hanno la lettura di Leggo a semaforo rosso.

Il signor Schmidt ha giocato nell'ultimo anno la carta da novanta. Si è procurato, chissà come e chissà da chi, le foto del matrimonio di Tom Cruise e Katie Holmes sul lago di Bracciano: è andato diretto da Tom Cruise e gli ha detto: dammi un milione di dollari o le pubblico. Un ricatto. Sono le stesse cose che succedono in Italia e in Estonia, solo che in Italia c'è Corona che lo chiama libero mercato e i suoi  fans che lo seguono sulla strada del liberismo delle idiozie. In USA invece quando una persona chiede dei soldi per non fare / fare qualcosa che possa ledere qualcuno si chiama ricatto. Tom Cruise, che sarà pure stupido e di Q.I. pari a 70 visto che crede agli alieni di Scientology, ha fatto la cosa più saggia e normale: è andato dalla polizia per denunciare il fotografo Schmidt, il quale si è fatto più di 45 giorni di detenzione prima del processo. Schmidt si è dichiarato colpevole e pronto a pagare con la detenzione di due anni. Solo che al processo il fotografo Schmidt non c'è mai arrivato. Qualche giorno fa si è suicidato, a 47 anni, in una delle sue varie ville.

La polizia si è messa al lavoro, perchè d'accordo il suicidio, ma il morto è uno che aveva più nemici di bin Laden. Meglio morto che vivo per farla breve. Oppure vendetta per uno sgarbo passato. Per ora continua a sembrare quello che è: un suicidio.

Va da sè che non si augura la stessa fine all'amico Fabry, col quale non condividiamo quasi nulla, e del quale faremmo volentieri a meno da qui all'infinito.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cronaca corona

permalink | inviato da JPier il 4/10/2007 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
27 settembre 2007
Il pensionato che ruba la pasta? Una bufala.
E' stata una delle notizie del giorno, su giornali e telegiornali. Si raccontava di un pensionato che arrivato alla cassa, dopo aver pagato, si è lasciato sfuggire da sotto il soprabito una scatola di pasta. Si è scusato, si è messo a piangere. Si è giustificato che non riesce ad arrivare a fine mese con la pensione che ha. Ha ggiunto anche che era la prima volta che rubava. La notizia apparsa in prima pagine sull' Unione Sarda ha avuto subito un rilancio su tutti telegiornali e quotidiani nazionali, con le solite inteviste ai soliti politici che dicevano che "Sì, l epensioni sono basse. Sì, i prezzi sonoa lti. Sì esiste il problema della quarta settimana".

Poi però è bastata una verifica un po' più approfondita per capire un paio di cose:
  • che i nomi dei protagonisti sono inventati, in quanto non risultano all'anagrafer di nessun paese. Nè quello del pensionato nè del rivenditore.
  • che la foto del negozio dove si sarebbe verificato il fatto è in realtà la foto sì di un negozio, ma non sardo, ma della Val d' Aosta.
Una bufala a tutti gli effetti, con nomi falsi, luogo falso e una storia verosimile.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. società cronaca

permalink | inviato da JPier il 27/9/2007 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
22 agosto 2007
Dentro la notizia. Un delitto per l'estate.
C'eravamo abituati troppo bene l'estate scorsa, curiosi e divertiti nel leggere le intercettazione dei Corona, Lele Mora e del vippame di turno. Rallegrati nell'apprendere che quello di cui si parlava sottovoce, accadeva veramente. Di quanto una bella ragazza (Gregoracci) sia disposta a fare per apparire televisione. Per non parlare del calcio, della coppa del mondo vinta, delle sentenze e della Juve in B. Insomma, un'estate a tutti gli effetti unica e irripetibile.

Poi succede che in provincia di Pavia, una giovane ragazza di 26 anni viene trovata uccisa a colpi di martellate in testa. Viene trovata dal suo fidanzato, che era passato di lì perchè non le rispondeva al telefono. Chiara, la vittima, era in casa da sola perchè i genitori e il fratello erano via. Chiara viene uccisa la mattina del giorno in cui il fidanzato Alberto trova il cadavere nel primo pomeriggio.

A tutti gli effetti appare fin da subito un delitto ostico, con molte somiglianze con quello di Cogne: pensiamoci bene, manca l'arma del delitto, non ci sono moventi chiari, non ci sono testimoni, non ci sono impronte o altro lasciate dall'omicida. In più c'è una campagna mediatica portata avanti da quelle persone che potrebbero essere gli assassini.

C'è il fidanzato Alberto che nonostante gli interrogatori da 8 ore a botta non crolla, ma ci sono alcune discrepanze, che in realtà sono due: ricorda di aver visto il viso pallido e bianco di Chiara,mentre all'arrivo del 118 era completamente ricoperto di sangue, come del resto era un mattatoio la casa - perchè, ricordiamocelo, la ragazza è morta a colpi in testa per sfondamento del cranio. L'altra discrepanza è il colore del pigiama, che Alberto ricorda rosa, mentre secondo gli inquirenti è impossibile riconoscere il colore stando in cima alle scale con la luce tenue della cantina. Poi ci si chiede come mai non sia sceso per controllare se non fosse ancora viva, o per qualche altro motivo, dato che istintivamente è naturale avvicinarsi al corpo della vittima, sopratutto se un tuo caro. Alberto invece è rimasto in cima alle scale, non è sceso, per evitare di inquinare le prove; è un gesto da persoan fredda, equilibrata e in quei momenti difficilmente lo si è.  C'è da dire che  anche pensando al fidanzato, manca un movente. Erano una coppia normale, senza litigi, molto tranquilla, studiosa. Non avevano mai dato problemi. Non c'era un motivo passionale che potesse far pensare che dietro ci potesse essere un delitto passionale. Importanti sono stati anche gli interrogatori con le confidenti di Chiara, per accertarsi che non ci fossero problemi di coppia. Tra le ocnfidenti, le principale erano due cugine gemelle.

Le gemelle appiano subito nella loro particolarità. Molto magre, al limite dell'anoressia per chi scrive, sempre insieme, sempre presenti, sempre pronte a rispondere (soprattutto Stefania) con linguaggio forbito e veloce alle curiosità dei giornalisti. Parlano con un distacco tale da inquietare l'uomo della strada, quasi che non si rendessero conto che la loro cugina/amica/confidente è stata uccisa barbaramente a martellate, senza alcun motivo valido al momento. Poi si viene a sapere che le due gemelle avevano fatto un fotomontaggio per dare ai giornali una foto con loro due insieme a Chiara. Poi ci sono dichiarazioni contro la stampa, e via dicendo. Un comportamento almeno bizzarro, ma che alcuni spiegano come forma di autodifesa. Allonatano il pensiero della morte di Chiara, come per nasconderlo, per non soffrire.

L'altra gemella, Paola, è la wannabe a journalist. Studia alla Iulm per diventare autrice televisiva o cose simili. Ma è un persoanggio tutto particolare anche lei. Dice ai giornalisti di aver fatto una stage presso un giornale locale, che il giorno dopo smentisce tutto; dice di aver scritto parecchi articoli e di curare una rubrica periodica, ma il direttore del giornale smentisce anche questo. Noi l'abbiamo vista in televisione con le stampelle e una gamba ingessata. Dietro il gesso un incidente in bicicletta acuito dai gorssi problemi muscolari dovuti all'anoressia.- Qualche giorno prima la morte di Chiara, ha tentato il suicidio.

E forse anche qui si concentreranno i carabinieri, perchè quello che pare possibile, l'unica cosa che pare possibile, è la gelosia. La gelosia per una vita normale, quelal che conduceva Chiara, serena e tranquilla. Senza particolari malesseri. E allora inizia a prefigurarsi un'idea di movente. E forse quel corpo lasciato a metà delle scale è dovuto al peso del cadavere, per altro di corpuratura molto magra anhce per Chiara, accompagnato alla debolezza fisica dell'assassino. Che, ricordiamolo, ha suonato il campanello, Chiara ha aperto la porta in pigiama, perchè ha riconosciuto la vittima, poi si è girata, come per andare in soggiorno, dando le spalle all'assassino che con un oggetto contundente ha colpito forte alla testa, poi al mento, poi di nuovo alla testa. Chiara muore in pochissimi secondi. L'assassino prende il corpo, con lo scopo di spostarlo da lì, forse per metterlo in cantina, o nasconderlo o chissà. Ma non ce la fa, e lancia il corpo per le scale, è troppo pesante. Poi, ma questo invece è ancora tutto da dimostrare, pare che sia andato in bagno per farsi una doccia e pulirsi dal sangue che l'ha ricoperto.

Tornando alla cornaca, passano i giorni e il giallo si infittisce. Brunone Vespa si starà mordendo le mani, così come Mentana. Viene mandato un avviso di garanzia al fidanzato, per permettere agli inquirenti di indagare su di lui. E così fanno, entrano nella sua casa e se ne esscono con tre macchine, due biciclette e un computer.

Infine c'è un'impresa edile che va dai carabinieri per denunciare la scomparsa di un mazzuolo. In altre occasioni non l'avrebbero fatto, ma vista la situazione del paese di Garlasco, hanno pensato di avvertire i carabinieri. Ottima idea, va detto, soprattutto, perchè il cantiere edile si trova presso la "Croce garlaschese", dove lavora come volontaria la cugina di Chiara (sempre la solita Stefania), e il cantiere si trova anche a pochi passi dalla casa del findanzato Alberto.

Secondo gli inquirenti l'assassino è di Garlasco e conosceva bene la vittima.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cronaca pavia delitto

permalink | inviato da JPier il 22/8/2007 alle 12:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
sfoglia
ottobre        dicembre

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte