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POLITICA
7 ottobre 2008
Chiesa, la stabilità della fede e l'instabilità dei soldi.
Non sono uno di quelli che disconosce la possibilità della Chiesa di intervenire nei dibattiti pubblici. Ne intuisco la strategicità e l'opportunità per certi aspetti. Non ne condivido spesso le linee, ma sono cose personali. Ritengo anche che la Chiesa, intervenendo in un dibattito pubblico, sia necessariamente soggetta a critiche, riflessioni e accuse. Il pensiero della Chiesa non è per vinconlante, non è veriterio per forza, non è il Verbo. E proprio per questo è criticabile e mi capita spesso di farlo. Non riconosco l'infallibilità della CHiesa, anzi ritengo che storicamente sia ben facile dimostrare il contrario.
Nei giorni scorsi, a seguito delle tempeste economiche che stanno arrivando anche nella periferia dell' Impero, la Chiesa si è premurata di ricordare quanto i soldi siano "instabili" e quanto invece la fede sia stabile. Quanto sia "meno opportuno" ricercare la ricchezza e quanto sia "più opportuno" ricercare la fede.
Ebbene, poco tempo prima, la Chiesa, lamentando un forte calo nelle donazioni attraverso l'8 per mille, ha lanciato una campagna pubblicitaria a tappeto, che ha coinvolto tutti i media, proprio per tentare di arginare questo fenomeno di disaffezione alla donazione epr la Chiesa Cattolica che si è registrato nell'ultimo anno.
A voi trarne le opportune conclusioni.

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ECONOMIA
24 settembre 2008
Petrolio e speculazione.


Poi si dice che non c'è speculazione.
Ragionare col petrolio non è molto semplice perchè le variabili su cui si costruisce il prezzo sono tantissime: si passa da una guerra nucleare in Iran allo sciopero dei trasportatori in Alaska. In mezzo c'è tutto un mondo.
Quindi dire se oggi la quotazione del petrolio scende, allora scende proporzionalmente anche il prezzo della benzina al dettaglio. Non è così e lo sappiamo. Ci si chiede però perchè ad un aumento del prezzo del petrolio corrisponda sempre un aumento del prezzo della benzina.
Di recente il petrolio è sceso di molto, passando con allegria sotto i 100$ al barile. Dai 150 ai 90. Quasi 60 dollari di differenza.
Un barile sono 160 litri di petrolio.
Quindi ragionando di aritmetica 60/160= 0.37
L'incidenza della diminuzione dovrebbe essere di 30 centesimi al litro. Quindi se io pagavo 1,55 a luglio, ora mi aspetto di pagare 1,25 e non 1,38 come è adesso.
C'è un motivo, anche banale dietro tutto questo. Quello non banale è la speculazione, quello più semplice da capire è che il petrolio noi lo compriamo in dollari. A luglio il nostro euro era molto forte e con un euro ci compravamo comodi comodi 1 dollaro e mezzo e oltre. Quindi compravamo dollari spendendo meno euro e il petrolio ci costava ancora meno. Ora il dollaro si è apprezzato, ci vogliono più euro pèer comprare la stessa cifra di dollari e quindi il petrolio ci costa un po' di più. In parte proprio queste variazioni di cambio dollaro/euro influenzano il prezzo della benzina alla pompa.
Ora, la speculazione.
Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio ha avuto un andamento pazzesco, perchè?
Ecco spiegato.

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ECONOMIA
29 dicembre 2007
La gestione della cosa pubblica.
CENTRO-DESTRA.
C'è bisogno di soldi per ridurre il debito pubblico e ridurre il debito pubblico. Cosa ha fatto il governo Berlusconi? Ha venduto a un fondo immobiliare privato il 15% degli immobili statali. Li ha venduti e ha pagato un canone di affitto (discretamente alto rispetto al valore di mercato) per rimanere in quegli edifici. Ora il fondo sta iniziando a vendere gli immobili (lo Stato rimarrà comunque in affitto per contratto anche con locatori nuovi). Per fare un esempio: il governo Berlusconi ha venduto un immobile a 160 milioni di euro. Il fondo, dopo aver ricevuto un canone annuale alto inquesti 3 anni, l'ha rivenduto a 210. Ora lo Stato ha meno immobili, che ha venduto a prezzi più bassi, impegnandosi a pagare un canone alto.

CENTRO-SINISTRA.

La missione della prima finanziaria del governo Prodi è stata quella di abbattere il debito pubblico che fa rallentare da sempre l'economia italiana. Come si è fatto? Aumentando le entrate e nella fattispecie aumentando le tasse.

CONCLUSIONE.
Non c'è nessuna morale, se non dire che il centro-sinistra viene visto come un governo ladro, perchè ruba i soldi dalle tasche degli italiani. Il governo Berlusconi invece continuerà a dire che nei suoi 5 anni non ha mai aumentando le tasse, anzi le ha diminuite, dimenticando di aggiungere che il debito pubblico è esploso perchè le entrate non sono mai riuscite a coprire le spese.



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ECONOMIA
26 agosto 2007
La tassazione in USA.
Un po' di economia comparata. C'è da dire che è stata un'estata decisamente economica, che ha portato nelle bocche dell'uomo della strada termini e definizioni che mai avrebbe pensato di usare. E' stata l'estate della crisi dei mutui subprime per esempio, dell' inevitabile flessione delle borse, dell'asta fuffa su Alitalia, dell'evasione fiscale dei miti sportivi. Di quest'ultimo tema se n'è parlato pure qui. Proprio seguendo il filone ci si è chiesti cosa succede negli USA, dove la percentuale di miliardari in dollari è alta, sportivi e attori milionari ce ne sono in abbondanza e dove non si sentono residenti non domiciliati in qualche sperduta isola dei Caraibi. E visto che non siamo di quelli che pensano che gli americani siano di una razza superiore, più intelligenti e civili - e sì, ci hanno liberato dal fascismo, ma non per questo hanno ora il diritto di sdottore di democrazia in giro per il mondo -, la spiegazione che ci siamo dati è che hanno una legge migliore. Vediamola.

Iniziamo col dire che l'imposizione fiscale negli Stati Uniti avviene a tre livelli: federale (leggasi Washington), statale (lo stato di riferimento, Iowa piuttosto che South Dakota o Illinois), e distrettuale (il distretto di riferimento, per es. Los Angeles). Noi siamo grandi come la Florida e abbiamo i nostri tre livelli pure noi (Stato, Regione, Comune).
Le persone fisiche residenti negli USA sono tassate con il metodo worldwide income, che significa che sono sottopposti a tassazione tutti i redditi prodotti, sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo. Per dire che il "residente non domiciliato" è una cosa che da quelle parti faticano a comprendere. Beata incoscienza, beati loro.
Le persone fisiche non residenti pagano tasse solo in riferimento ai redditi prodotti in territorio americano.
Per sbrogliare la matassa degli imbrogli, la legge è molto chiara. Si considera residente chi soddisfa almeno una di queste condizioni:

  • ha la cittadinanza americana (chiunque abbia la cittadinanza americana, è considerato fiscalmente residente, per non subire la tassazione statunitense deve abbandonare la cittadinanza americana, perdendo di conseguenza tutti i diritti e facilitazioni che possiede, soprattuto ora in tempi di guerra globale).
  • ha ottenuto la residenza americana, anche tramite strade preferenziali come la green card.
  • rimane in territorio statunitense almeno 183 giorni in un anno solare. Ovvero più di sei mesi.
Poi il discorso si riempirrebbe di numeri e percentuali che racconterebbero il sistema fiscale americano, ma si lascia a chi vuole l'approfondimento.

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ECONOMIA
7 agosto 2007
Cara benzina, cara.
La storia dei prezzi troppo alti è saltata fuori perchè ha sforato il gasolio. Ma per noi umili schiavi della verde, era già tutto chiaro da tempo. Ora troviamo le paginate dei giornali, le discussioni sul nulla, e le proposte. Qualche passo indietro, con una diminuzione di qualche centesimo, tante promesse e poco altro.
In realtà il poco altro è anche al cosa più interessante, perchè andando a leggere le accise che si pagano sulla benzina al litro, viene da ridere:

01,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935
14 lire per la crisi di Suez del 1956
10 lire per il disastro del Vajont del 1963
10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966
10 lire per il terremoto del Belice del 1968
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976
75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980
205 lire per la missione in Libano del 1983
22 lire per la missione in Bosnia del 1996
39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004

Paghiamo in totale 25 centesimi al litro, un quinto del totale, per finanaziare la guerra in Abissinia del 1935 o la ricostruzione post disatro del Vajont del 1963.
In realtà poi la cosa divertente è anche un'altra: oltre alle accise, c'è anche l'IVA che è l'altra entrata dello Stato sulla benzina. Questo non è divertente, d'accordo, m alo è se l'IVA la si paga anche sulle accise. In pratica si paga una tassa su una tassa. E' meraviglioso e geniale.
Poi certo c'è il cartello e tutto quello che si vuole, ma c'è anche altro.

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ECONOMIA
5 agosto 2007
Direttore Studio Aperto...
Ecco cosa scriveva Mario Giordano, direttore di Studio Aperto, nel suo libro a tesi contro l'euro uscito nel 2001:

"Agghiacciante: aumenteranno le file alla cassa; spariranno alcuni tipi di prodotti minori; ci sarà caos fra consumatori e lavoratori; si moltiplicheranno gli errori; cambieranno le superofferte e anche le pubblicità... Caselli autostradali: un disastro. Distribuzione automatica delle sigarette: un grande dubbio. Per chi vuole fare affari ci sono settori in sviluppo: per esempio saranno necessari vestiti con tasche più pesanti perché con l'euro ci sono più monete. Bisognerà cambiare tutti i portafogli perchè le monete sono più larghe ...."

Ironizza Marco Zatterin della Stampa:

Conoscete qualcuno che s'è rifatto il guardaroba causa euro?

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ECONOMIA
20 luglio 2007
Tanta voglia di grano.
A ricordarcelo è oggi Repubblica, secondo cui è in arrivo un'impennata dei prezzi di tutti i prodotti a base di grano. E col grano si fa più o meno tutto. E dire che tutto è colpa dell'etanolo e dello sviluppo del carburante ecosostenibile che parte proprio dalla lavorazione in particolare del mais. Allora per i latifondisti globali è molto meglio coltivare sempre più mais e sempre meno grano. Meno offerta di grano, più alto il prezzo, per la più semplice delle regole di microeconomia.

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ECONOMIA
19 luglio 2007
Il costo dell'acqua.
E' una notizia apparsa oggi su Repubblica.

nei 40 centesimi della bottiglia del supermercato, la materia prima, l'acqua, vale oggi, al massimo, 0.25 centesimi. Praticamente invisibile. Compriamo acqua, ma in realtà paghiamo la plastica della bottiglia, il gasolio per trasportarla, gli spot per pubblicizzarla.

E ancora:

L'acqua al rubinetto la paghiamo 60-80 centesimi a metro cubo, che equivale a mille litri. L'acqua minerale 40 centesimi per una bottiglia di 1,5 litri (al supermercato, si intende, perché al bar l'unico limite è la faccia tosta del gestore). Cioè 25 centesimi al litro: 250 euro a metro cubo.

Poi si fanno altri ragionamenti più specifici e molto interessanti, riguardo alle multinazionali come la Nestlè e alle concessioni governative. L'articolo completo lo si può leggere QUI.

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17 luglio 2007
Fiorani 2.0
Dopo le bisbocce al Billionaire, le foto a torso irsuto e nudo tra Naike Rivelli (figlia di Ornella Muti e sua copia, sarà per quello che piace tanto a Fiorani) e l'ex spogliarellista e tronista Costantino, ecco che arriva come una bomba un'intervista esclusiva all'ex direttore della Banca di Lodi, accusato, lo si ricordi, di aver fatto la cresta ai propri correntisti per finanziare i vari progettini dei furbetti. Nell'intervista Fiorani lascia intravedere un proprio interessamento per la televisione, e in particolare si vede già alla guida di un programma adatto a lui:

«Con l'esperienza e le competenze che ho mi vedo in una trasmissione utile a spiegare agli italiani come non farsi fregare dalle banche e dalle assicurazioni».

Non c'è da aggiungere altro, se non che la televisione, un posto, non lo nega a nessuno. Quindi...

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ECONOMIA
27 giugno 2007
Impregilo.
Funziona così.
Impregilo a seguito della fusione tra la ormai famosa Bpi e la Banca Popolare Verona e Novara entrerà nell'indice S&P/Mib che è l'indice di riferimento della Borsa italiana che raggruppa le principali 40 società quotate con il criterio value weighted, considerando cioè la loro capitalizzazione e il flottante. Non riesco a essere meno tecnico di così senza cadere in discorsi da bar. Ebbene la Impregilo è stata condannata ora in primo grado: gli sono stati tolti crediti vantati per un ammontare di 700 milioni (crediti relativi anche alla costruzione del termovalorizzatore di Acerra) e per un anno non potrà parteciapre a gare pubbliche di appalto.

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