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musica
11 ottobre 2008
Enya.
Un bell'articolo sul caso Enya.
(lastampa.it)

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musica
26 settembre 2008
Liberpool Vs Cremonini.
Un tempo c'erano i Lunapop. COn la marea di singoli che invase l'Italia, facendola canticchiare giorno e notte. Poi scazzi sui soldi e sulla divisione delle royalties (perchè il batterista paffuto e il chitarrista che suonava come un tredicenne alla sesta lezione di chitarra classica) volevano la loro bella percentuale. Cremonini non è che fosse molto d'accordo e si sa, l'amicizia si ferma davanti al soldo.
Cremonini poi continua con la musica, fa anche dischi discreti, un degno pop: niente di trascendentale, ma ascoltabile.
GLi altri si smarriscono, scompaiono fortunatamente del nulla.
Poi succede che a settembre, cioè in questi giorni, esce il nuovo singolo di Cremonini e contemporaneamente viene lanciato il nuovo video del nuovo progetto Liberpool, che altro non sono se non il chitarrista inesperto (quanto è invcchiato???) e il batterista paffutello.
Il brano è bruttino, una roba da doposcuola per intenderci. Per il video chiamano la Bella GGente come il prezzemolino Federico Costantini (già nel serial "I Liceali" e pure nell'ultimo Ozpetek: ovviamente sto Costantini è strafiglio d'arte con madre costumista e padre regista ed ex compagno di Laura Morante, con sorella di lui, Federico, anche lei nel mondo dello spettacolo. Insomma, le solite cose. Poi lui è pure bello e fa la aprte dell'imbrociato, un Ozpetek ci piomba per forza addosso, smanioso com'è di avere uomini belli nei suoi film: sdoganò addirittura un ex Grande Fratello in suo film, dopo averlo apprezzato inun calendario. Si divaga troppo).
Insomma messi i video e le canzoni a confronto, Cremonini stravince la partita e tanti saluti!

Cremonini Vs. Liberpool

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musica
7 novembre 2007
Il fallimento dell'esperienza dei Radiohead.
Doveva essere l'inizio di un qualcosa di nuovo, ma si è risolta nel quasi nulla. 12 milioni i download, ma con pagamenti bassissimi. Il tutto è spiegato qua.

"...la filosofia del "pay what you want" era destinata a fallire fin dal principio, perché appellarsi all’onestà dei fan per vendere dischi è un concetto ormai anacronistico, in un’epoca in cui milioni di persone già scaricano album illegalmente. Questo risultato così negativo" – ha spiegato Wilson - "è la dimostrazione che per la maggior parte della gente la musica digitale deve essere gratis e che non vale la pena pagare un solo centesimo per averla".

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musica
30 ottobre 2007
I Mogwai sui Radiohead.
Stuart L Braithwaite dei Mogwai parla bene della politica distributiva dei radiohead, di cui già si è parlato, ma non nasconde alcune perplessità. Soprattutto riguardo ai recenti rumours che lasciano intendere che "In Raibows" verrà venduto anche nei negozi a aprtire dall'anno prossimo via Parlophone. E tutto questo dopo aver fatto spendere ai propri fans quaclhe sterlina per dei file mp3 di qualità media (160kpbs), lontana dalla qualità cd. Insomma paventa una beffa ai danni dei fans e alle loro tasche:

The situation for the download of the Radiohead record, In Rainbows, was the first issue to raise a few eyebrows, as the buyer (and we have to presume that a lot of people paid for it) had no control over the bit rate; all of which were 160kbps, which is nowhere near the quality of a compact disc. The other option is a box set (the ‘discbox’) which will contain the CD, a copy of the record on vinyl and codes to download mp3s. This costs £40, which is a tad expensive but may well come in beautiful packaging and be an artefact of such aesthetic greatness that the price totally justifies the cost. FYI, Shellac have given away a CD alongside vinyl copies of their last two records free of charge – a CD costs less than fifty pence when manufactured in any significant quantity.

On hearing of Radiohead's removal of the major labels from their particular food chain I was full of admiration and respect. It was only when rumours started to fly that a normal CD edition of the record would be available in the new year on their regular label Parlophone that I began to worry. Since this is just a rumour I can only say that if they are indeed going to release the record as normal after having their biggest and most loyal fans into buying a CD and vinyl box set at four times the normal price in time for Christmas and having pocketed fortunes by getting people to pay for low quality mp3s in advance then they should hang their heads in shame.


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musica
29 ottobre 2007
Stylus Magazine chiude.
Dopo cinque anni, la conosciutissima webzine musicale Stylus chiuderà i battenti a partire dal 31 Ottobre, giorno in cui verrà pubblicato un "Greatest Hits", retrospettiva su Stylus Magazine.
Alcuni dei critici musicali di Stylus, i migliori, verranno assunti da Pitchfork.com, che ad oggi è la migliore webzine musicale.
Qui, l'ultimo editoriale del Chief Editor Todd Burns

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musica
29 ottobre 2007
Nirvana e Cold Case.
Nel giorno in cui si celebra il trentennale dell'uscita americana di "Never Mind The Bollocks", avvenuto proprio il 29 Ottobre 1977, arriva la notizia che la morte di Kurt Cobain è stata l'ispirazione per un episodio del serial tv "Cold Case", andata in onda settimana scorsa su CBS col titolo "Thrill Kill".
Cold Case è una sorta di X-Files, solo che i casi irrisolti non sono legati al paranormale e all'estraterrestre. 

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musica
27 ottobre 2007
Playlist of the Week.
Considerazioni sparse sui dischi ascoltati questa settimana.

BAD BRAINS, BAD BRAINS (1982)
E' l'esordio dell'incendiaria band di Washington. E' il 1982. In copertina, è disegnato il Campidoglio, sede del Senato americano, colpito da un fulmine. I Bad Brains diretti sul potere, colpiscono e distruggono il simbolo della loro città e della politica. Il tutto nasce dall'idea di un chitarrista di jazz fusion che si ritrova innamorato dei Clash e dei Sex Pistols, più dei primi in realtà. Importa in America i germi della contaminazione punk e reggae, ridisegnando la situazione della scena alternative americana, e fonda i Bad Brains, uno dei massimi esponenti del punk hardcore americano degli anni '80. Va detto poi che i quattro componenti del gruppo sono afro-americani, alle prese con un genere, il punk, che nasce bianco, ma che in America trova le giuste contaminazioni anche con altri modi, finendo a creare un genere nuovo: l'hard-core. Questo debutto è stato pubblicato solo su cassetta/MC. E' una pietra milaire del genere, album assolutamente da avere. Mescola accelerazioni punk, tendenti al metal ("Fearless Vampire Killers") con vari e rilassati inserti reggae ("Jah Calling", "Leaving Babylon", "I Luv I Jah"), il funk metal di "I" con i singoli "Pay To Cum" e "Right Brigade".

BAD BRAINS, ROCK FOR LIGHT (1983)
Al secondo album i Bad Brains continuano a riproporre la risucita formual dell'esordio, coniugando l'hardcore punk con la sua velocità vocale/sonora e il reggae. Permane l'orgoglio di un nero che si ritrova a suonare e cantare un genere prettamente bianco: tale sentimento continuerà nell'ìanthemico "I Against I", che ha però molta più luce, molta più melodia, molta più malinconica.
E' un album che riprende l'innovazione dell'esordio e che manca delle qualità aggiuntive del terzo; per tutto questo, dei tre, è quello meno brillante.

BAD BRAINS, I AGAINST I (1986)
La partenza è orientata decisamente su ambienti più propriamente metal. Lo speed metal procede poi con "I Against I". Insomma con questo album i Bad Brains uniscono il punk hardcore con lo speed metal. Insieme a tutto questo, viene aggiunto anche un tocco di melodia. La stessa titletrack è esplicativa e vale più di altre parole. Poi la melodia e un approccio più rock oriented diventano la colonna vertebrale di pezzi come "Re-ignition", che sussurra quasi di new wave. New wave che continua con "Secret 77", davvero molto british, al limite contagiata da qualche sound plasticoso anni '80. Altra gemma è "Sacred Love", della quale si racconta che sia stata registrata via telefono mentre il cantante si trovava in prigione "I'm in here, you're out there, We know whats right".
Riassumendo: "I Against I" è l'album più maturo dei Bad Brains, nel quale il gruppo sintetizza al meglio l'hardcore punk, la velocità di un cantato quasi rap-metal, le divagazioni melodiche (in questo album più che mai) e certe inevitabili influenze con la new wave. E poi, per fare un po' di storia del rock, la nascita del grunge passa anche da questo album.

BASSI MAESTRO, FOTO DI GRUPPO (1998)
Alla seconda prova Bassi Maestro conferma la qualità della sua proposta musica. Il suo rap è accostabile per certi aspetti alel cose di Frankie HNRG: fatte evidentemente le dovute proporzioni. Nel disco Bassi Maestro scrive e racconta storie un po' malinconiche e decadenti, evidenziando le storture stesse del mondo hip hop ("MC generico", "Emcee") e del mondo in generale ("Il tipo di persona"). E' stato il singolo "Cosa resterà", grazie a un discreto airplaying del video, a far conoscere ancor più il suo nome in giro per la penisola. Il sample utilizzato di qualche secondo è il "Cosa resterà degli anni '80" di Raf. Anche qui siamo in atmosfere malinconiche e nostalgiche, che diventano drammatiche al limite delle paranoie da suicidio in "A Male".

BASSI MAESTRO, BACKGROUND (2003)
Il discorso si fa più compiuto. Così come la mission di Bassi Maestro. Il convergere verso sonorità più pop lo porta a  districarsi in un genere molto americano, poco usuale dalle nostre parti. Le basi non sono troppo orchestrali, troppo elaborate, ma non sono nemmeno grezze e sempliciotte come quelle d'inizio carriera. Una via di mezzo riuscita. Anche le atmosfere sono meno tristi e malinconiche, in favore di una scelta stilistica più varia. Rimane l'ego, l'autoreferenzilità e le liriche sempre condite di critiche su tutto e tutti. Tornando alle basi, cose che si sentono ad esempio nella titletrack non si sarebbero sentite mai in "Foto di gruppo". Con questo album Bassi Maestro importa le cifre stilistiche tipica dell'hip hop americano: a volte il gioco riesce, altre no. Si perde l'inventiva, l'amatorialità e un flow lento e declamatoria, in favore di una posa più delicata, dolce e popolare. E' considerato tra i migliori dischi dell'artista. In realtà piace meno, perchè è molto poco personale. In "Hip Hop Derelicts" appare chiaro l'autoreferenzialità e l'orgoglio da ego e la predilizione per l'America. Molto gangsta rap, anche se mancano basi serie e potenti. Anche "Senza di te" è uno smielato rapping che nel chorus ci mette dentro un po' di soul e qualche rigo di inglese. Troppo poco. E' un album da wannabe, che certamente si distingue dalla media della scena italiana, ma risulta in realtà incompiuto.

BUFFALO KILLERS, BUFFALO KILLERS (2003)
La prima cosa che fanno venire in mente sono i Black Crowes, Kings of Leon e figliocci vari (gli ultiimi che mi vengono in mente sono i Two Gallants). Intensi usi di tastiere hard rock ("San Martine Des Morelle"), chitarrone elettriche e un sound poderoso da rock band del sud. In "SS Nowhere" si aggiungono i suoni sixties dei Cream e dei Rolling Stones. I toni sono quelli del classic rock, la lunghezza dei brani è generalmente sostanziosa per permettere le divagazioni strumentali. "Heavens You Are" è una ballata filtrata da un tocco di psichedelia e avvicinabile per certi aspetti al british touch (che sia Beatles o Jesus & Mary Chain): tra l'altro si dilunga per ben oltre i sei minuti e quindi, sempre per quella cosa dell'inglesità, infleunzata dal folk rock blues prog - definizione complessa, ma che spiega al meglio il brano. "The Path Before Me" è un po' anthemico coro da stadio, un po' hard rock condito di tradizione.
"With Love" è invece una ballad un po' troppo facilotta ("hey you..what would you do.. with my love"). "Children of War" rispolvera Neil Young.

BEIRUT, THE FLYING CLUB CUP (2007)
La band del New Mexico ha da sempre perseguito una personalissima via musicale. Anche inquesto loro secondo disco si ritrovano le deviazioni zingare est-europee e il folk à la Neutral Milk Hotel (Barnes fa parte dei Beirut, tanto per sottolinearne l'influenza, e sono continue ele collaborazioni con A Hawk and a Hacksaw). A questo si aggiunge una buona dose melodica. La via cantautorale di Condon ricalca le strade battute da Conor Oberst e Sufjan Stevens (la splendida corale "A Sunday Smile"). Il cantato di Condon è a tratti marcatamente elegiaco ("Guyamas Sonora"), ma tale da non sembrare manieristico. The Flying Club Cup è l'album della maturità dei Beirut, che sono ormai sulla scia delal completezza sonora dei Decemberists e degli Arcade Fire. Rimangano ancora un gradino sotto i due citati, ma la via è ormai imboccata. In "Cliquot" c'è la collaborazione dei Final Fantasy. L'album è stato scritto prevalentemente in Francia, e sis piegano anche così brani come "La banlieu", "Nantes", "Cliquot", e "Un dernier verre (pour la route)". Coinvolgente il riff acustico dell'ukulele in "The Penality". Rimangono anche gli episodi bandistici (le conclusive "St Apollonia" e "The Flying Club Cup"). Decadente e malinconica la melodia di Un Dernier Verre (Pour la Route).

DAVID BYRNE, GROWN BACKWARDS (2007)
"Glass, Concrete & Stone" e "The Man Who Loved Beer" potrebbero fuorviare l'ascoltatore: brani ben confezionati, certamente pop acustici, ma anche rock con riff melodici e molto apprezzabili. Poi però, con il proseguo dell'album, David Byrne prende direzioni completamente diverse, quasi illogiche considerando l'incipit. Au Fond Du Temple Saint" è pop orchestrale, rivisitazione dell'opera lirica di Bizet, con la seocnda voce di Rufus Wainwright. Il resto del disco snocciola tutte le possibili combinazioni degli elementi considerati prima e Byrne trova un certo equilibrio. Anche "Empire" potrebbe essere un brano pop-rock, invece viene infarcito di fiati e archi rendendolo qualcosa di simile a dei REM alle prese con la musica colta. I Tosca Strings sono la chamber-band che accompagna David Byrne in questo lavoro. L'epica è rappresentata da "Au Fond Du Temple Saint" (dall'opera di Bizet), "Un Di Felice, Eterea" (da Verdi). E' un album maturo e complesso, difficilmente assimilabile in prima battuta, ricco di atmosfere, e sintesi degli amori musicali trasversali di David Byrne - un autore che può fare quello che vuole, che gode di una libertà a dir poco invidiabile, e attraversa ogni campo della musica.

EINSTURZENDE NEUBAUTEN, ALLES WIEDER OFFEN (2007)
Sulla scia dei due precendenti album gli Einsturzende Neubauten continuano a seguire la via melodica. Abbandonati quasi del tutto i rumori e le pause come elemento sonico, ci si imbatte in ballads melodiche come "Nagorny Karabach" e "Ich hatte ein Wort". Rimane qua e là la passata passione per l'industrial ("Weil, weil, weil"), che è stato scelto come singolo dell'album.


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musica
15 agosto 2007
A Modest Man.
Sul Cleveland Free Times di oggi Isaac Brock spiega come è nata l'idea di portarsi a casa Johnny Marr:

"Stavo pensando a chi potesse unirsi alla band, dal momento che Dan Gallucci aveva deciso di andarsene. Ho preso in mano la lista di amici, ma non ero troppo sicuro su nessuno di loro. Allora mi sono detto, perchè non andare direttamente al numero uno della lista, in fondo tutto è possibile. E' così che mi piace vivere la vita. Allora l'ho chiamato, e gli ho lasciato detto sulla segreteria di contatatrmi. Dentro di me pensavo di star perdendo del tempo. Poi mi ha richiamato, abbiamo parlato e ci siamo dati un periodo di prova di 10 giorni per vedere se c'era buona sintonia tra di noi. Tutto poi è andato bene, e ora simao qui con un album scritto insieme. E non è nemmeno una collaborazione che avrà vita breve.

I Modest Mouse nella versione con Johnny Marr hanno realizzato uno dei migliori singoli dell'estate 2007, "Dashboard". Qui di seguito due link per ascoltarla e vederli dal vivo:




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SOCIETA'
5 agosto 2007
Elton John è un pazzo.
Ci sta un tipo che arriva a Capri, vestito da turista: bermuda polo. Va in giro, nessuno lo nota. "C'è qualcosa che non va", sembra dire fra sè e sè. Torna di corsa in albergo, e dieci minuti dopo torna in piazzetta vestito tutto di rosa. Ora tutti lo guardano, lo riconoscono e lui è felice come una pasqua. Poi succede che non si sa per quale motivo se ne esce con questa affermazione:

"Io dico alla gente: uscite, comunicate. Spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente Internet. Dobbiamo scendere in strada e protestare, anziché stare a casa sui blog. Penso che sarebbe un grande esperimento spegnere Internet per cinque anni e vedere che sorta di arte viene prodotta in quel lasso di tempo. Il punto è che c'è troppa tecnologia disponibile: scommetto che se si riuscisse a fare questa prova, verrebbe fuori musica molto più interessante di quella che si ascolta al giorno d'oggi"

Pagine sui giornali di tutto il mondo, nuovo interesse al disperato Elton John. Poi in realtà tutto ha una spiegazione, e l'invocazione alla chiusura di internet ne ha ben due:

  • Una smisurato bisogno di affetto e di egocentrismo che lo spinge a voler sentir parlare di sè sempre e comunque, nel bene e nel male purchè se ne parli. Ed è quello che si è detto sopra con la gita rosa shocking in piazzetta.
  • il suo disco ha venduto 100 mila copie. Un flop totale. Evidentemente per Elton John la colpa non è della pessima qualità artistica di un compositore ormai alla frutta, ma di internet che  distrugge la musica, la società e che offre gratuitamente l'album de quo a chiunque. Poco importa se poi 100 mila copie sono roba che non facevano gli Arcade Fire al primo disco. Ma andate voi a spiegare a Elton John chi siano gli Arcade Fire, non li conosce. Talmente sconosciuti che vendono 5 volte tanto. E nonostante internet!

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19 luglio 2007
Tiziano Ferro e le donne messicane.
Ok, la notizia è vecchia. Si sta parlando della dichiarazione di Tiziano Ferro sulle donne messicane da lui definite baffute, rilasciata durante l'intervista di Fabio Fazio a "Che Tempo che fa..". Scoppiò un caso, il Messico femminile si ribellò, e dato che il Messico è un mercato discografico sostanzioso per il Tizianone nazionale subito sono arrivate le scuse. Non tutti però forse sanno che, una volta a rrivato in Messico, Tiziano Ferro ha dovuto pagare pegno per la sua sconveniente esternazione. Ospite in una trasmissione telesiva messicana, ha infatti accettato di farsi fare la ceretta, come segno definitivo di scuse e per riderci un po' anche su. Durante l'operazione di estirpazione pilifera, il nostro cantante si è lasciato scappare un "Li mortacci tua..." a cui è subito seguito "Questa però non sapete tradurla eh...".

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