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piertorri
ECONOMIA
24 settembre 2008
Petrolio e speculazione.


Poi si dice che non c'è speculazione.
Ragionare col petrolio non è molto semplice perchè le variabili su cui si costruisce il prezzo sono tantissime: si passa da una guerra nucleare in Iran allo sciopero dei trasportatori in Alaska. In mezzo c'è tutto un mondo.
Quindi dire se oggi la quotazione del petrolio scende, allora scende proporzionalmente anche il prezzo della benzina al dettaglio. Non è così e lo sappiamo. Ci si chiede però perchè ad un aumento del prezzo del petrolio corrisponda sempre un aumento del prezzo della benzina.
Di recente il petrolio è sceso di molto, passando con allegria sotto i 100$ al barile. Dai 150 ai 90. Quasi 60 dollari di differenza.
Un barile sono 160 litri di petrolio.
Quindi ragionando di aritmetica 60/160= 0.37
L'incidenza della diminuzione dovrebbe essere di 30 centesimi al litro. Quindi se io pagavo 1,55 a luglio, ora mi aspetto di pagare 1,25 e non 1,38 come è adesso.
C'è un motivo, anche banale dietro tutto questo. Quello non banale è la speculazione, quello più semplice da capire è che il petrolio noi lo compriamo in dollari. A luglio il nostro euro era molto forte e con un euro ci compravamo comodi comodi 1 dollaro e mezzo e oltre. Quindi compravamo dollari spendendo meno euro e il petrolio ci costava ancora meno. Ora il dollaro si è apprezzato, ci vogliono più euro pèer comprare la stessa cifra di dollari e quindi il petrolio ci costa un po' di più. In parte proprio queste variazioni di cambio dollaro/euro influenzano il prezzo della benzina alla pompa.
Ora, la speculazione.
Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio ha avuto un andamento pazzesco, perchè?
Ecco spiegato.

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permalink | inviato da JPier il 24/9/2008 alle 18:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
2 settembre 2007
Corea del Nord senza nucleare e con molto petrolio.
Il febbraio scorso era stata chiusa la centrale nucleare più grande del paese. Pe rintenderci quella in cui era stata costruita la bomba atomica fatta esplodere dalla Cina qualche mese fa e che ha creato parecchi malumori un po' a tutti. Oggi la Corea del Nord ha firmato un trattato col quale si impegna ad abbandonare definitivamente il nucleare e il suo utilizzo bellico. E' un passo definitivo, soprattutto segna la fine di un periodo di forti tensioni tra Occidente e Corea del Nord, acuito dai discorsi di Bush che inseriva il regime di Pyongyang nell'asse del male, per via di quei suoi pensieri da fumeti, per via di quella sua cultura americanizzata e mediovale da bene e male. Senza diventare ciechi tuttavia, rimane il problema di uno stato, la Corea del Nord, in mano a un dittatore comunista che riesce a vivere solo grazie agli aiuti cinesi e allo sfruttamento del proprio popolo che vive nell'obra e in povertà. Di Pyongyang si parla sempre della Piramide, un grattacielo mai finito e completamente disabitato, un mostro di cemento in mezzo alla capitale, ma con in cima una gru. E' lì da anni quella gru, ma serve per dire al popolo che si sta lavorando. Si ricordi poi che sono vietate le foto dei turisti, perchè potrebbero mettere in cattiva luce il regime, mostrando la tragic averità. Va da sè che i turisti non sono i benvenuti, spesso bloccati, e i turisti non vanno certo in Corea del Nord.

Concludiamo con un'osservazione: la Corea del Nord, in cambio della fine della sua era nucleare, riceverà degli aiuti e sovvenzioni. Tali aiuti saranno nella forma di barili di petrolio. Niente medicinali, soldi, infrastrutture, know how, cibo, ma un milione di tonnellate di petrolio. E' il petrolio la vera ricchezza, ma riempirà le tasche delle solite persone, e la povera gente rimarrà povera. Il regime continuerà a tiranneggiare e noi a non vedere.

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permalink | inviato da JPier il 2/9/2007 alle 23:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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