.
Annunci online

piertorri
POLITICA
12 marzo 2008
Emanuele Filiberto candidato premier.


Non si sta scherzando. Il principino de noialtri, che giusto un anno fa aveva chiesto un risarcimento monstre allo Stato Italiano e la restituzione di tutti i beni di famiglia, ha deciso di scendere in campo e dire la sua. Rivelatasi un autogol clamoroso la richiesta di 260 milioni di euro, Emanuele Filiberto se n'è tornato nel silenzio e nell'anonimato, ma poco ha resistito. E così non riuscendo a riavere il Quirinale quale propria residenza, punta ora a Palazzo Chigi. Un amante di imprese sbagliate e impossibili, ma al rampollo sabaudo, figlio di cotanto padre, non piace stare fermo.

Si presenterà candidato premier per il Movimento Valori e Futuro, una cosa che è nata qualche tempo fa e di cui Emanuele Filiberto è cofondatore. L'altro cofondatore non potrà essere della partita per la campagna elettorale perchè è stato arrestato per mafia. ça va sans dire...

Ora, a freddo, viene da pensare a quel giorno di 60 anni fa, quando i nostri nonni/padri scelsero la Repubblica. Già, perchè altrimenti saremmo rappresentati e chiacchierati nel mondo per i nostri reali, che sono delle macchiette teatrali insuperabili. Roba da invidiare qui e subito Camilla, Carlo e il guerrafondaio Harry. Viene quasi da dire che ci teniamo ben stretti Berlusconi. Ed è tutto dire!

Il sito è fantastico...

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. emanuele filiberto politica

permalink | inviato da JPier il 12/3/2008 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
13 dicembre 2007
Berlusconi Point of View.
Traduciamo tutto for bunnies, che per chi non mastica l'inglese vuol dire "principianti".
L'accusa che viene fatta a Berlusconi è che avrebbe assecondato le richieste di qualche senatore del centro-sinistra, per ottenere la sua leatà e dare il via alla spallata di novembre. Nello specifico avrebbe segnalato/raccomandato e di fatto invitato Agostino Saccà ad assumere giovani e belle "figlie di" con tanta voglia di fare cinema. In cambio Saccà avrebbe ottenuto un sicuro committente della sua nuova casa di produzione. Poi le cose si fanno più torbide e riguardano per lo più la RAI e Agostino Saccà, che ha abusato del suo ruolo per ottenere vantaggi personale - in sostanza fingeva di rappresentare la RAI, mentre agiva in realtà per conto della sua società personale e i terzi ci cascavano.

Berlusconi replica e anche qui traduciamo for bunnies.
E' tutta una mossa di Repubblica, del gruppo L'Espresso, quindi di De Benedetti e quindi di una parte del Partito Democratico che vede di malocchio il tentativo fatto da Veltroni di cercare una serena convivenza, addirittura un accordo sulle riforme. Insomma, per Berlusconi c'è qualcuno nel PD che proprio non riesce a digerire che si faccia un accordo con il PD, e quindi si serve di Repubblica per screditare ancor più il nemico, cioè lui, Silvio Berlusconi. Ottenendo così due risultati: Berlusocni finisce sui giornali e messo in cattiva luce. Veltroni e il suo entourage ci pensano due volte prima di ripensare a un accordo con Forza Italia.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica berlusconi corruzione

permalink | inviato da JPier il 13/12/2007 alle 16:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
22 novembre 2007
Berlusconification 2.
Ci va giù al solito pesante Ezio Mauro, figlioccio di Eugenio Scalfari. L'antiberlusconismo è stato da sempre uno dei temi cari al giornale di Milano, e la legge sul conflitto d'interessi una bandiera costante, che mai ha trovato efficaci riscontranze in politica, nemmeno col centro-sinistra al governo. Le belle parole in campagna elettorale ("il conflitto d'interessi verrà risolto nei primi tre mesi di governo") si sono sbriciolate davanti ad una realtà di ingovernabilità, con un paio di voti traballanti al Senato.

Ezio Mauro, alla luce di quanto pubblicato sul suo giornale, cavalca ancora una volta l'onda del conflitto di interessi, e rievoca scenari un po' fantapolitici per la verità in cui siamo un po' tutti manipolati. La realtà è un'altra, come al solito, ma non meno drammatica. Che Berlusconi sia un'anomalia tutta italiana (e thailandese) lo rileva anche il più fervente sostenitore di FI, che Berlusconi non debba fare politica è un concetto che difficilmente potrà passare.

In un mondo ideale Berlusconi non dovrebbe fare politica, non dovrebbe essere concesso a un industriale così potente, proprietario dell'impero mediatico privato italiano, di fare politica. Per una ragione di buon senso. Alla luce dei 13 anni di politica berlusconiana, si è rivelato ciò che era chiaro ai meno: che Berlusconi è sceso in campo perchè temeva di perdere le proprie aziende, di andare in carcere e di pagare i conti con la giustizia. I motivi sono questi, poi fatti passare come "sono sceso in campo perchè altrimenti sarebbero saliti i comunisti". I comunisti per Berlusconi sono i nemici, e lo sono anche paradossalmente anche per i suoi elettori, che in realtà poco avrebbero da aver paura. I comunisti in realtà non sono altro che persone di moderato buon senso, con un senso di giustizialismo medio, nati e rifondati dalle ceneri del PCI e confluiti nel PDS. Gente di buon senso, non cattivi personaggi, biechi invidiosi del soldo berlusconiano.

Al governo Berlusconi ha cercato di mantenere lo status quo televisivo e mediatico ed è riuscito a mantenere tutte le licenze che deteneva, ha accelerato sul digitale terrestre, su cui Mediaset ha investito molti miliardi, prevedendo anche leggi di vendita agevolata dei decoder. E al fratello Paolo dava soldi pubblici per una società di costruzione e vendita di decoder. Poi si sa, Paolo è Paolo, e quindi la società è fallita.
A livello giudiziario è intervenuto direttamente sul codice penale, ha usato tutti gli strumenti politici e di tutela parlamentare per allungare i processi riuscendo in tutti i casi a prescrivere il reato. La prescrizione poi viene spacciata per Berlusconi come assoluzione, ma non è così. Stesso discorso per la "mancanza di reato".

In 13 anni di politica Berlusconi ha fatto crescere di molto il fatturato della sua azienda, portandola ad essere uno dei più grandi player internazionali, capace di comprare la Endemol in vendita sul mercato internazionale con molti concorrenti alla finestra.

Ma Berlusconi ha fatto molto anche per i suoi elettori. Ha agevolato soprattutto le piccole-medie imprese, eliminando molta burocrazia, e soprattutto quella burocrazia più fastidiosa che aveva il sapore del controllo. Ha allentato i controlli della Guardia di Finanza, riducendo in modo impressionante il numero dei riscontri sull'evasione. Ha usato i soldi pubblici, indebitandosi, per le infrastrutture (Ponte dello stretto e via altri) e per la diminuzione delle tasse. Certo le tasse sono scese, ma poi sono salite (centro-sinistra) per riequilibrare il bilancio. I conti si fanno sempre alla fine e li paga sempre il cittadino, non è questione di destra e di sinistra. Se le tasse scendono e non si hanno entrate, poi occorre rialzare le tasse, e alla fine c'è un buono (Berlusconi) che abbassa le tasse indebitandosi e un cattivo (Prodi) che alza le tasse eliminando il debito. Poi andrebbe spiegato agli italiani che il debito si paga e si paga con gli interessi ogni anno, come un mutuo.
E poi Berlusconi ha fatto bene a tutti gli evasori, a chi si è costruito abusivamente un piano della propria villetta, o l'intera casa, o una finestra, o una servitù o altro. A tutti questi una serie di condoni che hanno salvato la vita e la faccia. Il fallimento non era più da codice penale, ma aveva solo una valenza amministrativa. Per i falliti niente più carcere. Sai che sollievo... (con tutto poi, che è plausibile pensare all'esclusione del carcere per i falliti, ma con pene più severe riguardo ad esempio a future attività intraprese. Un fallito non dovrebbe più svolgere attività imprenditoriali, e dovrebbe col proprio lavoro aiutare la comunità per un certo determinato numero di anni. Questasarebbe uan giusta pena, senza carcere, ma con l'obbligo ai servizi sociali per tot anni, e l'interdizione eterna all'imprenditorialità).

Tutti questi - e in un paese che vive di medio-piccole imprese, di piccoli imprenditori e di artigiani sono tanti -, devono ringraziare Berlusocni e lo fanno votandolo. Sono gli stessi poi che ora scendono in piazza, che nei bar parlano di Prodi come di un comunista che fa pagare solo le tasse. Argomenti piccoli, da bar per l'appunto, che lasciano il tempo che trovano, e la giustificazione nell'insipienza politica e sociale. Ma si sa che è tutta una questione di interesse personale.

In conclusione, al netto delle paranoie di Ezio Mauro, va considerata una volta per tutte l'anomalia italiana. Il problema è che ora siamo in un momento in cui Veltroni e Berlusconi sembrano andare a braccetto, almeno viste le ultime dichiarazioni d'apertura di Berlusconi. Il punto è che non ci può essere sempre un "ma ora non è il momento". Il momento deve essere il prima possibile, perchè eliminare Berlusconi dalla scena politica non è un atto di tirannide, ma un atto democratico.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Berlusconi politica

permalink | inviato da JPier il 22/11/2007 alle 12:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
21 novembre 2007
Berlusconification.


Se tra una cosa e l'altra nell'ultima settimana si è parlato solo di centro-destra, il motivo è l'attualità politica, che confina il governo nell'ombra dopo settimane di palcoscenici in chiaroscuro, e dà spazio dal dopo approvazione della Finanziaria ai mille problemi della ormai ex CDL.
Oggi la questione si è fatta ben più grave, con la pubblicazione da parte di Repubblica dei verbali che dimostrerebbero le continue interferenze di Berlusconi sulla Rai e soprattutto delle convivenze tra RAI e Mediaset durante il governo di centro-destra. Da quanto emerge e al netto di tutte le cose ancora oscure e da chiarire, risulta chiara una strategia volta a mettere sempre in buona luce il leader di Forza Italia, attarverso servizi manipolati, interviste a sorpresa che tanto a sorpresa non erano, trasmissioni create ad hoc a Porta a Porta. Addirittura i palinsesti paiono essere oggetto di riflessione non solo degli uomini della RAI, ma anche di quelli Mediaset. In sostanza la controprogrammazione si faceva solo quando si voleva, solo per certi programmi. Quando c'era la necessità di fare ascolti in RAI, si chiamava Mediaset e la si invitava a non fare controprogramamzione. Avveniva lo stesso a ruoli inversi. Fa ancora più scalpore la strumentalizzazione di un evento storico come la morte del Papa, da parte di Berlusconi. Tutto è studiato, il meccanismo era ben oliato, orchestrato dalla segretaria (ora ex) responsabile di Berlusconi, di uomini in RAI tra cui Mimum, e ovviamenti i propri dipendenti a Mediaset.

Questa la fucilata a Berlusconi di oggi. Il problema è che pare stia iniziando un processo di deberlusconizzazione della politica, si sta cercando di cavalcare un'onda per dare la spallata (termine abusato invano dal leader di FI) definitiva. E i partecipanti sono i suoi avversari politici, che oggi sono usciti allo scoperto. Il giornale di riferimento del PD, edito dalla tessera numero uno del PD, esce con i verbali che inchiodano Berlusconi. Ieri Cesa si è scontrato con la Prestigiacomo, parlando del nuovo partito di Berlusconi come un partito padronale. L'UDC ha del resto continuato in una strategia iniziata molto tempo prima, circa 15 mesi fa, quando a elezioni perse ha preferito svicolarsi da Berlusconi, non partecipando alle varie manifestazioni di protesta anti-governative. Scendendo in piazza solo in certe occasioni (Family Day). Due giorni fa era stata la volta di Fini, di cui si è parlato anche qui, con un affondo definitivo, che chiarisce come il leader di AN abbia già deciso tutto, e la sua idea è correre da solo, sperando di diventare il primo partito di centro-destra in Italia.

Si sta insomma cercando di confinare Berlusconi all'angolo, forse perchè ora nel centro-destra gli altri leader sono più coscienti della propria forza, e cercando di affrancarsi da una situazione che li ha visti sempre in secondo piano. Situazione che hanno ben accettao, perchè, va ricordato, senza Berlusconi, AN per dirne una non sarebbe mai andata al governo.

Vediamo ora gli sviluppi.
Gli sviluppi immediati dell'affaire televisivo, che si preannuncia almeno piccante, e gli sviluppi della deberlusconizzaione.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi politica

permalink | inviato da JPier il 21/11/2007 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
20 novembre 2007
Fini ha sbroccato..
E alla fine, come ci si aspettava, anche Fini ha sbroccato....
E a Ballarò ha sbroccato anche Cesa, con vivi scontri con la Prestigiacomo, che tra l'altro sta difendendo discretamente l'indifendibile.
Sembre a ballarò Di Pietro ha detto che alle prossime elezioni si unirà con l'UDC, formando un partito di centro...
Ah.. sempre a Ballarò Cesa ha detto che chiamerà anche Montezemolo.
Ma a Ballarò siamo tutti in attesa dell'intervista a Emanuele Filiberto. Giuste epr capire con che faccia ha detto cose da manicomio.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica

permalink | inviato da JPier il 20/11/2007 alle 22:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
20 novembre 2007
I Savoia chiedono risarcimento all' Italia.
Fino a qualche tempo fa, chiedevano pietosamente di poter rientrare in Italia, per godere appieno coi loro occhi delle meraviglie della penisola italiana, di Venezia, di Napoli e di Roma. Sedevano sui loro divani bianchi della casa di Ginevra, dove invitavano di tanto in tanto telegiornalisti per entrare nelle case degli italiani, per diventare loro familiari. Lo stesso Fazio in un'edizione di "Quelli che il calcio.." aveva come ospite fisso Emanuele Filiberto.
Poi l' Italia ha deciso per il rientro dei Savoia in Italia, e da quel giorno gli ex reali ne hanno combinate di cotte e di crude, con un Emanuele Filiberto sempre occhieggiante alla politica (nonostante il divieto di fare politica per gli ex reali) e un Vittorio Emanuele incarcerato per lungo tempo per via di una storia di troie e casinò.
Arriva oggi la notizia che proprio Vittorio Emanuele e il figlio Emanuele Filiberto chiederanno un risarcimento allo Stato Italiano per 260 milioni di euro in relazione ai danni morali subiti per i 54 anni di esilio. In più chiederanno la restituzione di tutti i beni in possesso della famiglia reale prima della nascita della Repubblica Italiana. Il tutto è oggetto di una lettera dei reali indirizzata al Presidente della Repubblica, che è il loro successore. Se ne parlerà, tra l'altro, stasera a Ballarò.

Insomma avevano lasciato un brutto ricordo già in tempo di guerra, quando se ne fuggirono via, lasciando allo sbando il loro "popolo". Firmarono le leggi razziali e legittimarono Mussolini.
Ora, di ritorno, hanno iniziato con il piede sbagliato. E dire che ci si era divertiti a pensare al Re in carcere, lui che fino a due anni prima chiedeva in ginocchio di poter rientrare nella cara Italia.

E questi sarebbero dovuti essere i nostri re?
Roba che ci teniamo per i prossimi 20 anni Prodi e Berlusconi più che volentieri.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica re savoia

permalink | inviato da JPier il 20/11/2007 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
POLITICA
3 novembre 2007
Mastellopoli, il Campanile e Ceppaloni.
Interessante l'inchiesta de "L'espresso" su "Il Campanile", quotidiano dell' Udeur:

L'edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal Parlamento, spiega: "Da molti anni ricevo cinque copie ogni mattina. Non ne ho mai venduta una"

Va detto che il giornale, in quanto organo di partito, riceve il finanziamento pubblico pari a 1 milione e 300 mila euro. Vengono stampate ogni giorno 5 mila copie, di cui 1500 finiscono in edicola in tutta Italia, evidentemente con più facilità nell'area di Benevento, va da sè. Ma del Campanile se n'era già parlato da queste parti.

Tra tutto c'è una cosa molto interessante. Il Campanile ha sede in un palazzo dell'Inail. L'anno scorso Il Campanile aveva l'opportunità di riscattarlo per un milione e 450 mila euro, un prezzo basso visto l'immobile. Succede che invece a comprarselo è stata una società del figlio di Mastella, che di fatto si è comprato l'immobile, sfruttando l'opportunità che l'Inail dava a chi era affittuario, cosa che il figlio di Mastella non era. Diventato proprietario, sborsando per metà contanti e per il resto accendendo a un mutuo da 6 mila euro, il figlio di Mastella ha aumentato l'affitto ai danni de Il Campanile da 3 mila a 6 mila euro, che è proprio l'importo della rata del mutuo. Tradotto for bunnies, il figlio di Mastella si sta pagando il mutuo con i soldi pubblici. Questo è solo uno dei giri che uniscono politica e vita privata di Mastella.
La longa mano di Mastellopoli.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica mastella udeur finanziamenti pubblici

permalink | inviato da JPier il 3/11/2007 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
17 ottobre 2007
Il secondo video di Zoro: la video cronistoria della Sinistra.
Il secondo episodio della viodeo-biografia di Zoro e della sinistra italiana è quasi più esilarante del primo, di cui già si era parlato!



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. zoro video politica

permalink | inviato da JPier il 17/10/2007 alle 19:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
15 ottobre 2007
A consuntivo sul PD.
Considerando che si è di parte, ma che si è sempre cercato e si cerca di essere il più equilibrati possibile, quello che stupisce sull'affluenza non il numero in sè (3,4 milioni), ma il numero associato al momento storico-politica italiano.

Le primarie sono arrivate nel momento più alto della contestazione anti-politica, a 5 settimane dal Vaffanculo-Day, in un momento in cui il governo sembra arenato e incapace di prendere decisioni forti. In mezzo a tutto questo, al sentimento di fastidio nei confronti della politica e dei suoi privilegi, al sentimento di sconforto per tutti coloro che hanno creduto in Prodi e nel programma e si ritrovano con in mano ancora troppo poco. In un periodo in cui, sondaggi alla mano, in una eventuale nuova chiamata alle urne il centro-destra avrebbe gioco facile. In mezzo a tutto questo ci sono state 3,4 milioni di persone che hanno deciso di andare a dare il proprio sostegno alla nascita del PD e indirettamente andando a sostenere Prodi.

Poi si è di parte e magari non si è capito nulla, ma da questi parti si pensa così!

NB.

A margine. Ieri sera mi sono imbattuto quasi per caso sull'approfondimento del TG1 sulle primarie. Non so se sia stata una mia sensazione o se sia stata condivisa dai più - e si consideri che ancora non ho letto i giornali -, ma la trasmissione è stata inguardabile. Inizia male col giornalista dal fluente capello raccolto all'indietro che impallava Romano Prodi mentre lo intervistava. Poi Riotta ha spiegato al suo inviato l'abc della informazione. L'audio che arrivava dal collegamento esterno con Prodi e Veltroni era inascoltabile per qualità scadente e per il fastidioso ritorno in studio. A questi problemi tecnici si aggiungeva una pochezza nelle domande da far rabbrividere Mario Giordano.

Mario Giordano, di cui si è parlato già troppo, a che merita altra menzione perchè oggi apre il suo terzo giorno di lavoro come direttore de Il Giornale con un titolone in prima pagina sui brogli delle primarie. Nell'articolo si portano due esempi: una ragazza minorenne che ha votato 3 volte e un immigrato plurivotante.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito democratico primarie politica

permalink | inviato da JPier il 15/10/2007 alle 18:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
14 ottobre 2007
La mia esperienza alle primarie.
Stamattina sono andato a votare per le primarie del PD. Il seggio era in una sala studio per universitari e liceali gestita da una cooperativa. Gli scrutatori erano tre, con un'età superiore ai 65 anni. Ho riconosciuto anche un consigliere di circoscrizione in quota Margherita; lo ricordo perchè quando feci lo scrutatore nelle elezioni 2006, lui era presente in qualità di osservatore. Arrivo, consegno carta d'identità e scheda elettorale. Scopro che 1€ non è la quota fissa, ma è a discrezione del votante. Io ho messo 1€. Quando sono arrivato c'erano 3 persone dentro per votare, poi ne sono arrivate altre 3. Tutte con un'età superiore ai 70 anni. Due erano suore, due avevano i nipotini con loro. C'era anche una badante con una signora anziana. La badante non ha votato. Insomma ero l'unico giovane. Era anche un orario abbastanza mattiniero per una domenica mattina, le 9 e mezza. Mi accorgo che la registrazione del mio nominativo è complessa tanto e quanto quella delle elezioni nazionali. Insomma non è una cosa amatoriale come si potrebbe pensare. C'è un registro vuoto, dove viene inserito il mio nome e cognome, domicilio, numero di telefono e la mia firma. Poi c'è un secondo registro, ch ein realtà non è un registro e funziona come un libretto degli assegni. Lì si segna solo il mio nome e il numero progressivo (che identifica quanti sono andati a votare). Una parte rimane a loro, una parte a me. Come ricordo. Le schede sono due: noto che nel nome delle liste è compreso il nome del candidato. Nel mio collegio non c'erano liste per tutti i candidati. Ce n'erano però due per Veltroni. Nessuna lista di Adinolfi, nè di Garowski. Per le nazionali c'era Letta, due di Veltroni e Bindi. Per la regione c'era Veltroni, Bindi e un'altra che non ricordo.
Mi ero informato prima di andare a votare sulle liste. Quindi sapevo cosa fare. Ho votato. Ho messo le due schede nelle rispettive urne. Mi hanno restituito la scheda elettorale, la carta d'identità, mi hanno dato il tagliandino, ho firmato sul registro e sono uscito.
Il mio seggio comprendeva tutti i collegi di Bergamo Città Alta. Alle 9:30 io sono stato il 25esimo votante.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Partito democratico primarie politica

permalink | inviato da JPier il 14/10/2007 alle 12:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
febbraio        settembre

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte