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POLITICA
5 ottobre 2008
Sud Africa: emigrazione / immigrazione.


Già se ne parla sui giornali. E non per quelle solite cose che fanno di un paese straniero un luogo comune. Quindi Sud Africa = Apartheid, Mandela, Rugby.
Il problema è che si è in pieno cambiamento politico e Zuma non pare proprio uno che fa della democrazia un principio da seguire. Per chi è interessato ricordo una vignetta fantastica che fece il giro del mondo e venne anch emolto criticata: raffigurava Zuma intento a stuprare la Giustizia, giocando sull'accusa di aver stuprata una ragazza (tra l'altro sieropositiva: lui ha detto sempre che il rapporto è stato consenziete e alla domanda del perchè non abbia usato il profilattico si è auto assolto in modo risibile, lui che era a capo di una commissione contro l'AIDS). Insomma il personaggio è questo.
Ma non è nemmeno questa la curiosità che mi ha colpito.
E' una considerazione a margine.
Il grave problema del Sud Africa è la criminalità. Il tasso di rapine/omicidi/stupri è altissimo, colpisce tutti, bianchi e neri. Ecco che la crescente criminalità associata ad una polizia lassiva ha creato le condizioni di una emigrazione all'estero. Ma chi può emigrare? Chi ha i soldi evidentemente. E infatti sono per lo più i bianchi che lasciavano il Sud Africa per direzione Inghilterra, Stai Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Se ne vanno quindi medici, avvocati, ingegneri. Persone che hanno studiato e maturato esperienza nel proprio campo. Nei paesi che li accolgano trovano facilmente un lavoro con un ottimo salario. E vivono in luoghi più sicuri.
Rimane in Sud Africa chi non può emigrare.
Capitolo immigrazione. Andare a vivere legalmente in Sud Africa è molto complicato. Occorrono molti documenti, giri in ambasciate, consolati, comuni e via dicendo. Una lunga trafila burocratica. Entrare illegalmente in Sud Africa è molto più semplice invece. Nei confini a Nord (con Zimbawe e Mozambico soprattutto) i confini sono frequentati corridoi della immigrazione clandestina. Ed evidentemente si tratta di persone povere, che sfuggono da stati di regime per trovarsi un posto al sole più pacifico. E' gente povera, che vive di espedienti. Ecco dunque che in Sud Africa si pone il problema dicome sostituire la classe dirigente. Sostituire i bianchi che fuggono con i neri che rimangono.
Si sta iperbolando, ma il fenomeno è ben presente.
Uno dei tanti casi: la compagnia elettrica statale. Da qualche tempo il management bianco è stato sostiutito con nuovi manager meno esperti, evidentemente. E il Sud Africa ha vissuto per giorni l'incubo del buio totale e del black-out elettrico.
Insomma è un problema su cui soffermarsi, porsi un paio di domande.

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permalink | inviato da JPier il 5/10/2008 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
16 ottobre 2007
L' Africa armata è un suicidio annunciato.
D'accordo tutto. La storia, il colonionalismo. Un clima certamente poco agevole. Nazioni nati a tavolino con confini squadrati da menti europee. Popoli abbandonati, lasciati soli, aggrappati alle loro tradizioni, al passato. L' Africa è un problema sotto tanti punti di vista, ed è un problema su cui occorerebbe discutere con più frequenza. Ma va da sè che è più economicamente rilòevante intervenire in Iraq che nel Darfur.
Aq uesto, alle colpi occidentali, si sommano le colpe africane. Perchè se su 50 paesi più della metà sono dittature significa che la democrazia è un concetto sconosciuto e le libertà, una parola senza significato. Se, tanto per dire, l' Europa decide di annullare il debito (come chiedeva perentoriamente Jovanotti in una canzone qualche anno fa), quei soldi che si ritrova ad avere in più dove vanno a finire? Siamo sicuri che servono per l' Africa, per debellare le malattie infettive, l'AIDS, la mortalità infantile, la malnutrizione?
Pare proprio di no, perchè dal 1990 al 2005, secondo uno studio apparso oggi sul Corriere, sono stati spesi ben 200 miliardi di euro in armi. Significa che i governi dei paesi africani hanno usato 200 miliardi di soldi in kalashnikov e altro, e nulla o poco più in sanità e educazione.
Succede allora che per colmare il vuoto governativo arrivano le associazioni di volontariato occidentali, che costruiscono ospedali, ponti, infrastrutture, pozzi. Forniscono medicinali e alimenti, vestiti e computer. La domanda è se questa strada è la soluzione ai problemi o un palliativo. La vera soluzione è, va da sè, la responsabilizzazione dei governi africani e una dura e seria reprimenda di tutte le guerre che animano il continente africano. Il processo è certamente lungo, ma va affrontato.
Riporto la dichiarazione della Presidente della Liberia:

Sono da sempre preoccupata per la devastazione dell'economia africana prodotta dalle guerre. Con la mostruosa cifra persa nei conflitti, in questi anni avremmo potuto debellare l'Aids e sarebbero avanzati fondi sufficienti per construire scuole e ospedali e portare così la media del continente a un livello di istruzione e sanità accettabili. Nel mio paese, ad esempio, il conflitto ha quasi totalmente dilapidato le risorse minerarie e agricole. Siccome praticamente tutte le armi impiegate nelle guerre dell'Africa arrivano da fuori io rivolgo un nuovo appello ai governi del Mondo affinché lavorino al Trattato sul controllo del commercio delle armi, trovino finalmente un accordo e lo applichino. E' un primo indispensabile passo per ridurre la violenza in Africa e nel resto del Mondo. I danni che le guerre causano devono essere chiari a tutti.

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permalink | inviato da JPier il 16/10/2007 alle 0:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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