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musica
2 gennaio 2008
Webcast dei Radiohead.
Da queste parti ci si ritiene fortunati ad aver incrociato la propria adolescenza con la musica dei Radiohead. Sono quegli scambi alla pari che si sono fatti a metà anche coi Nirvana.
I Radiohead hanno regalato uno splendido webcast, trasmesso in differita l'ultimo dell'anno. Si può vedere ora il video di 52 minuti in cui i Radiohead eseguono per intero il loro ultimo disco "In Rainbows".

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musica
7 novembre 2007
Il fallimento dell'esperienza dei Radiohead.
Doveva essere l'inizio di un qualcosa di nuovo, ma si è risolta nel quasi nulla. 12 milioni i download, ma con pagamenti bassissimi. Il tutto è spiegato qua.

"...la filosofia del "pay what you want" era destinata a fallire fin dal principio, perché appellarsi all’onestà dei fan per vendere dischi è un concetto ormai anacronistico, in un’epoca in cui milioni di persone già scaricano album illegalmente. Questo risultato così negativo" – ha spiegato Wilson - "è la dimostrazione che per la maggior parte della gente la musica digitale deve essere gratis e che non vale la pena pagare un solo centesimo per averla".

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musica
30 ottobre 2007
I Mogwai sui Radiohead.
Stuart L Braithwaite dei Mogwai parla bene della politica distributiva dei radiohead, di cui già si è parlato, ma non nasconde alcune perplessità. Soprattutto riguardo ai recenti rumours che lasciano intendere che "In Raibows" verrà venduto anche nei negozi a aprtire dall'anno prossimo via Parlophone. E tutto questo dopo aver fatto spendere ai propri fans quaclhe sterlina per dei file mp3 di qualità media (160kpbs), lontana dalla qualità cd. Insomma paventa una beffa ai danni dei fans e alle loro tasche:

The situation for the download of the Radiohead record, In Rainbows, was the first issue to raise a few eyebrows, as the buyer (and we have to presume that a lot of people paid for it) had no control over the bit rate; all of which were 160kbps, which is nowhere near the quality of a compact disc. The other option is a box set (the ‘discbox’) which will contain the CD, a copy of the record on vinyl and codes to download mp3s. This costs £40, which is a tad expensive but may well come in beautiful packaging and be an artefact of such aesthetic greatness that the price totally justifies the cost. FYI, Shellac have given away a CD alongside vinyl copies of their last two records free of charge – a CD costs less than fifty pence when manufactured in any significant quantity.

On hearing of Radiohead's removal of the major labels from their particular food chain I was full of admiration and respect. It was only when rumours started to fly that a normal CD edition of the record would be available in the new year on their regular label Parlophone that I began to worry. Since this is just a rumour I can only say that if they are indeed going to release the record as normal after having their biggest and most loyal fans into buying a CD and vinyl box set at four times the normal price in time for Christmas and having pocketed fortunes by getting people to pay for low quality mp3s in advance then they should hang their heads in shame.


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musica
2 ottobre 2007
La rivoluzione dei Radiohead.
E' giusto prederne atto, soprattutto quando a cercare di cambiare il mondo della distribuzione musicale è un gruppo di levatura internazionale come i Radiohead. Da sempre si sono smarcati da qualsivoglia omologazione, perfino ai tempi di "The Bends", quando il sound british poteva introdurli nel calderone brit-pop. Si sono allontanati anche in quell'occasione da tutto e tutti. Con understatement di fondo e una floridissima vena compositiva, tanta e tale da riuscire a comporre una pietra miliare di tutti gli anni '90 qual'è "OK Computer". Prima di arrivare all'oggi un'ultima tappa la si deve fare nel 2003, rispolverando quelle rare interviste in cui dichiaravano conclusa la loro esperienza con etichette major (la loro è stat da sempre la EMI): sembrò ai più e anche al sottoscritto il risultato di un boccone mal digerito, dovuto alla disponibilità del disco (era "Hail to the Thief") in rete ben due mesi prima rispetto all'uscita ufficiale. I Radiohead la presero decisamente male. A distanza di 4 anni da quell'ormai antico 2003, i Radiohead sono tornati e lo fanno a loro modo. Innanzitutto va detto che fino all'altroieri tutte le case discografiche hanno bussato alla loro porta cercando di strappare un contratto, fosse anche per un solo album. Avere i Radiohead nel proprio roster era una fantasia quanto meno da rincorrere. Le porte sono rimaste però sempre chiuse, nessun colloquio. Si pensava quindi che potessero prendere la strada dei Pearl Jam di qualche tempo fa: anche loro senza contratto, si affidarono a una major solo per la distribuzione. Lo fecero anche i Korn, ma siamo da altre parti, bands che avevano già dato tutto e in fase calante vertiginosa, per nulla appatetiti e ricercati dalle etichette, addirittura scaricati (più i Korn va detto, anche perchè i Pearl Jam continuano ad avere un nutrito zoccolo di fedelissimi).
Bene, i Radiohead hanno preso un'altra strada, ed è la prima vera rivoluzione musicale in campo distributivo.

Il nuovo album dei Radiohead - un doppio intitolato "In Rainbows" - sarà in vendita a partire dal 10 ottobre solo ed escluvamente online su questo sito  con prezzo a scelta del consumatore. Ciascuno darà all'album quello che vuole. A partire dal 3 dicembre, sarà disponibile in tutti i negozi musicali qualcosa di feticistico: è un cofanetto contenente il doppio album in formato CD e in formato vinile, foto, tutti i testi e un codice per scaricare gratuitamente l'album. Il tutto per €57. Lo stesso cofanetto è acquistabile dal 10 Ottobre sul sito della band di Oxford.

Buon ascolto!

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permalink | inviato da JPier il 2/10/2007 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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