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SOCIETA'
2 gennaio 2008
Steward e poliziotto in UK.
Se ne parla a fasi alterne, come fossero lune, ma scandite da eventi tragici, morti di tifosi e poliziotti, che rispolverano il tema "sicxurezza negli stadi", ne fanno una battaglia sociale, salvo poi stemperare il tutto col passare dei giorni per non dire dei mesi.
In quelle occasioni si tira fuori, come un full in una partita di poker, il modello inglese.
All riguardo ho trovato un'informazione curiosa, di cui, in tanto strillare, mai avevo sentito parlare.
In sostanza gli stati inglesi, come noto, sono di proprietà pubblica: ciò significa molte cose, anche dal punto di vista economico per le società, ma quello che non si sottolinea mai è che, in quanto luoghi privati, il rispetto dell'ordine deve essere mantenuto dal proprietario. Ciò significa che le suadre di calcio, proprietarie degli stadi, devono o dovrebbero pagare la polizia perchè questa si occupi della sicurezza. Di fatto non avviene, perchè si è calcolato che è molto più conveninete addestrare e pagare dei propri dipendenti addetti alal sicurezza (gli stewards pe rl'appunto) che pagare le prestazioni della polizia. In Italia gli stadi non sono di proprietà privata, sono pubblici, e quindi l'ordine viene mantenuto dalla polizia, senza che la squadra paghi alcunchè. Ci pensa lo stato.

Ora, in Inghilterra, sioprattutto in vista degli eventi del 2012, c'è un gran discutere sul ruolo della polizia negli eventi sportivi. Infatti se è vero che all'intenro degli stadi la sicurezza è garantita da privati, all'esterno dello stadio e quindi in tutti i luoghi limitrofi a occuparsi dell'ordine pubblico è la polizia. COn la conseguenza che, in presenza di una partita di calcio, il Comune deve sempre e comunque aumentare gli operativi nelle vicinanze dello stadio in maniera spropporzionata rispetto a quello che normalmente sarebbe necessario se nonci fosse l'evento sportivo.
Di fatto, lo svolgersi stesso di un evento sportivo, ancorchè all'interno di un luogo privato, comporta un costo epr la collettività, dato dal mantenimento della sicurezza al di fuori dello stadio.
Per questo motivo, secondo molti, la polizia dovrebbe essere pagata dall'organizzatore dell'evento, per le prestazioni che offre all'esterno dello stadio.
Si legge dal The Guardian, ripreso da settimanasportiva.it:
La Metropolitan Police Authority, ovvero la Polizia londinese, ha intenzione di votare una proposta che costringerebbe i club di calcio, rugby e cricket, e tutte le manifestazioni pre-Olimpiadi 2012 a pagare anche per la presenza FUORI dagli stadi. Secondo la notizia pubblicata dal Guardian, i dirigenti della Met Police sanno che non esiste un fondamento legale per la proposta, ma in caso di approvazione della maggioranza dei votanti verrebbero fatte le pressioni necessarie per la creazione di una legge apposita. In caso contrario, e qui siamo quasi al ricatto, i club che non intenderanno pagare potrebbero correre qualche rischio per il mantenimento del certificato di sicurezza per il loro impianto. «Alla Met non può essere imposto per legge di fornire il servizio di vigilanza per un evento commerciale che si svolge all'interno di uno stadio - era scritto nel documento di proposta - e la mancata fornitura di questo servizio può risultare nella diminuzione della capienza ufficiale dell'impianto per decisione delle locali autorità». Un lato della questione che per il momento è sottotraccia, ma che può avere sviluppi importanti: nel bilancio dei club londinesi potrebbe infatti pesare molto più la voce "sicurezza", e non si tratterebbe di somme leggere.

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permalink | inviato da JPier il 2/1/2008 alle 12:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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