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SOCIETA'
29 ottobre 2007
Muri anti pipì a Parigi.
A Parigi, si sa, chi urina sui muri viene multato. Sono 450 euro che se ne vanno. E l'anno scorso ne sono state fatte 2000 di multe di tal fatta. Ora per eliminare il fenomeno sono stati ideati da un architetto dei muri anti-pipi. Tu mi urini sul muro? bene il muro ti restituirà tutto, gettandotelo addosso e sui piedi.
Per chi sa il francese...

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SOCIETA'
27 settembre 2007
Il pensionato che ruba la pasta? Una bufala.
E' stata una delle notizie del giorno, su giornali e telegiornali. Si raccontava di un pensionato che arrivato alla cassa, dopo aver pagato, si è lasciato sfuggire da sotto il soprabito una scatola di pasta. Si è scusato, si è messo a piangere. Si è giustificato che non riesce ad arrivare a fine mese con la pensione che ha. Ha ggiunto anche che era la prima volta che rubava. La notizia apparsa in prima pagine sull' Unione Sarda ha avuto subito un rilancio su tutti telegiornali e quotidiani nazionali, con le solite inteviste ai soliti politici che dicevano che "Sì, l epensioni sono basse. Sì, i prezzi sonoa lti. Sì esiste il problema della quarta settimana".

Poi però è bastata una verifica un po' più approfondita per capire un paio di cose:
  • che i nomi dei protagonisti sono inventati, in quanto non risultano all'anagrafer di nessun paese. Nè quello del pensionato nè del rivenditore.
  • che la foto del negozio dove si sarebbe verificato il fatto è in realtà la foto sì di un negozio, ma non sardo, ma della Val d' Aosta.
Una bufala a tutti gli effetti, con nomi falsi, luogo falso e una storia verosimile.

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SOCIETA'
31 agosto 2007
Ancora lavavetri.
Riporto l'intervento del politologo Marco Ravelli, intervenuto ieri durante la trasmissione "La Zanzara" su Radio24. (L'opera di trascrizione è mia, chiunque ne voglia fare uso, mi contatti).

Lei è tra quelli che hanno giudicato l'iniziativa del Comune di Firenze, dell'assessore alla sicurezza Graziano Cioni un'iniziativa che lei ha definita addirittura miope, perchè?

Si l'ho definita addirittura stupida anzi, poi è stata addolcita in miope. Perchè mi sembra una di quelle ostentazioni muscolari di forza destinate a produrre immagine più che altro, che sono in grado di far del male a un certo dei poveriacci e non risolvono  certo il problema, anzi temo che lo peggiorino: costringere alla clandestinità per così dire della gente che in fondo si guadagnava da viver facendo un lavoro visibile. ad alcuni può dar fastidio ad altri può tornare utile, io stesso ne ho fatto uso a volti mi hanno dato fastidio, a volte ho ringraziato il cielo di averne incontrato uno perchè avevo il parabrezza sporco. Costringerli alla clandestinità, rendendo addirittura punibile penalmente quello  che tutt'al più potrebbe essere oggetto di una sanzione amministrativa, cosa può produrre,vpuò produrre il fatto che si procurino da vivere in modo meno lecito.

Beh c'è sempre l'alternativa di trovarsi un lavoro..

Ah be certo, credo che se riuscissero a torvare un lavoro invece di stare ad un semaforo per 4 o 5 ore lo farebbero volentieri... (leggi QUI, ndt)

Ma se c'è davvero il racket dietro...

Allora si incrimino i responsabili del racket. E' ilsolito discorso, come per la droga: si incrimino i responsabili del traffico degli stupefacenti, gli spacciatori. In questo caso si incrimino quelli che sfruttano questa gente. Applaudirei per primo

L'assessore Gioni replicava a Bertinotti proprio sulla questione del racket "quello a cui miriamo è arrivare lì, ma dobbiamo iniziare da qualche parte e poi vogliamo dare un senso di sicurezza a quei cittadini che si sentono vessati", lei stesso ha detto che ha sentito disagio qualche volta...

E' facile creare immagine mostrando i muscoli con i più piccoli, i più poveri, è anche una cosa poco dignitosa. Non mi piace l'assessore Cioni. Non mi piace l'uso della povera gente per fare punti alla borsa politica per dare un'immagine di se stessi, per presentarsi come quelli che rispondono ai bisogni dei cittadini, per presentarsi come quelli che sanzionano l'arroganza e la prepotenza, quando arroganza e prepotenza ne abbiamo in abbondanza intorno a noi.
Mi pare un'operazione non dignitosa.

Lei parla di "operazione d'immagine", però stando a quello che dice la gente, alle opinioni raccolte, anche ai sondaggi, senza voler infierire certo sui lavavetri, sembra che la stragrande maggiornaza delle persone sia favorevole all'idea di potersene liberare per il fastidio che arrecano.

Eh lo so che l'immagine dei poveri da fastidio..

Quindi per lei è solo questione d'immagine, però ci sono state persone aggredite..

Ma guardi: i gesti di minaccia, di prepotenza, di prevaricazione vanno sanzionati in quanto tali, si sanzionino i reati effettivi, non si sanzioni la presenza al semaforo o il piccolo servizio che può dar fastidio e a volte far comodo, non credo che tutti che si fanno lavare il  vetro lo facciano sotto minaccia.

Perchè secondo lei c'è stata questa svolta da parte di molti amministratori di centro sinistra?

Perchè sta nascendo un nuovo partito che vuol dare un'immagine di sè quotando la borsa politica alla sicurezza, e quotandola nel modo più semplice possibile, cioè prendendosela con quelli che non possono protestare.

Quindi un'operazione politicamente gestita?

C'è stata una scelta politica. Veltroni apre la sua intervista sul Corriere vantandosi di aver cacciato 15 mila rom dalle mura, il sindaco di Firenze pulisce le strade dai lavavetri

Tutte cose, ripeto, che la maggior parte dei cittadini però valutano positivamente, come si fa a mettere in croce un amministratore che soddisfa i suoi stessi cittadini ?

Non lo metto in dubbio che ci siano molte persone, la maggior parte forse , che applaudono a questo facile gesto di politica d'ordine, se si vuol mettere un po' d'ordine in casa nostra sono ben altre le cose da fare. Questa è la cosa più facile e non è nememno dignitosa.

Per lei questa politica d'ordine segna un'altra rottura tra il PD e la parte più radicale della sinistra?

Ma per me è un momento di rottura di qualcosa di più grosso, è un momento di rottura  di una nostra cifra di civiltà, nel confrontarci con gli altri, con gli umili, coi poveri, con gli ultimi. Siamo entrati in una fase di rottura di civiltà, è una rottura di uno stile di comportamento che ci aveva caraterizzati per le radici cristiane del nostro paese, per la culture socialiste che si sono innestate su questo senso collettivo, perchè molti di noi siamo stati migranti e ce n'era una memoria e oggi ce ne dimentichiamo. Per tante ragioni c'era un'umana tollerenza, che oggi si rompe e c'è invece una corsa politica a quotare alla propria borsa questi nuovi sentimenti di durezza alla Sarkozy.

Ma è un' ubriacatura o è destinata a proseguire. E quindi con la nascita di due ale incomunicabili del centro sinistra. La sinistra che gravida intorna a rifondazione e il partito democratico?

Ma guardi che non è solo l'estrema sinistra che si indigna per queste cose. C'è una parte del mondo cattolico, c'è un pezzo di Caritas, ci sono quelli che stanno sulla strada e ascoltano i racconti di queste persone invece di stare chiusi in Municipio a fare gli amministratori. Ci sono quelli che sanno le strorie di queste persone, che sanno cos'è costato arrivare qua. Non sono venuti qui per rompersci le scatole, sono venuti qua per salvarsi la pelle in buona parte. Ecco, chi ha ascoltato quei racconti non applaude.

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29 agosto 2007
I Lavavetri, no no no!
Alla notizia pensavo all'inutilità di un provvedimento del genere. Fatico a comprenderne perfino lo scopo. Non riesco a trovare qualcosa di negativo nella presenza dei lavavetri. Per altro aggiungo che il fenomeno si è molto ridotto negli ultimi anni. Vivo in una città del nord, mediamente ricca, un locus amenus per chi volesse sbarcare illunario con le elemosine. Fino a 10 anni fa i lavavetri erano molto più numerosi, ora sono completamente scomparsi. Nella mia città non ci sono più lavavetri da almeno 5-6 anni. Non ne conosco le ragioni, non so se ci sia stato un provvedimento comunale o altro. Del resto i lavavetri non li incontro nemmeno più agli incroci dell estrade provinciali. Ma lì l anuova urbanistica delle rotonde ha snellito traffico e semafori, e quindi occasioni per pulire rapidamente i vetri delle auto.
Ecco perchè quando è scoppiata la discussione sui lavavetri, mi è sembrato di fare un tuffo nel passato, quando c'erano. E' un problema che attualmente non mi tocca.
Anche se ci fossero, voglio dire, anche se ad ogni semaforo ci fossero dei lavavetri che ti chiedono qualche moneta per lustrare parabrezza e lunotto,.. dov'è il problema? Svolgono un'attività utile, mi lavano il vetro sporco e io in cambio vedo meglio e consegno l'euro d'ordinanza. Non vanno ad intaccare un lavoro legale, perchè ai centri di lavaggio auto si va comunque, a meno che non si decida per il fai da tè - ma solo se si possiede un cortile o un garage all'aperto spazioso. Vanno a coprire un bisogno che è certamente futile, perchè nessuno sente l'esigenza di lavare il vetro della macchina due volte a settimana, tanto più se spesso si usa la combinazione acqua+sapone+tergicristalli e il gioco è più o meno fatto. Non sono mercanti abusivi, di quelli che vendono magliette firmate taroccate, orologi, o cd masterizzati: questi sì che andrebbero colpiti, perchè si combatterebbe quello che c'è dietro, il mercato nero e lo sfruttamento. Ai lavavetri basta un secchio d'acqua e il pulisci-parabrezza (non mi viene il nome di quell'aggeggio).
Non riesco quindi a capire nemmeno l'utilità di "polizia", che si tenta di far passare. Forse un po' di microcriminalità, ma davvero il gioco vale la candela?
Infine è riprovevole combattere sempre i più deboli, o come afferma Bertinotti "dalla polemica voglio tenermi fuori, ma io dubito sempre quando la severità interviene sugli ultimi invece che sui primi colpevoli. Preferirei che la tolleranza zero fosse nei confronti del racket."
Poi si leggono le motivazioni della giunta ds di Firenze e si continua a non capire:
Intralcio alla circolazione, nocumento all'igiene delle strade ma soprattutto episodi di molestie e il pericolo di conflitto sociale

Sarà tutto quello che si vuole, sarà che non capisco, ma tutta questo servizio alla comunità non lo vedo. Poi certo, i lavavetri a Firenze, da dove è partito il tutto, sono romeni, sono girovaghi e chissà cosa si vuol andare a toccare levandoli dalle strade come lavavetri. Anche perchè poi un lavoro sempre in nero, sempre illegale dovranno pure trovarselo. Chissà. Forse mi sbaglio io ed è un provvedimento giusto. Chissà.

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SOCIETA'
11 agosto 2007
Piromania.
Ancora una nuova morte per via degli incendi.
Questa volta la vittima è un giovane militare in congedo - la notizia in realtà è della settimana scorsda, ma ne parlo ora -, che insieme a padre e zii ha tentato di spegnere le fiamme. Fiamme di origine dolosa. Purtroppo non ce l'ha fatta e il suo corpo carbonizzato è stato trovato qualche ora dopo dai carabinieri arrivati sul posto.
Tuttavia, su giornali e telegiornali, per radio e su internet, si continua a parlare di piromania. Ma mai termine è stato più fuoriluogo.
La piromania (dal greco pyros=fuoco e mania=mania) è un'intensa ossessione verso il fuoco, le fiamme e gli esplosivi in genere e gli effetti ad esso correlati. Tale ossesione viene attuata con l'accensione intenzionale di incendi, a cui segue l'osservazione delle fiamme e degli effetti che esse provocano. Ciò suscita un piacere inspiegabile a persone normali, di solito spaventate quando vedono qualcosa che va in fiamme. La piromania è una malatia mentale che va curata ed è curabile. Studi medici al riguardo sono numerosi, come numerose le terapie.
Gli incendi che raccolgono le prime pagine dei giornali sono atti di delinquenti: tra essi la maggior parte è gente che vuole la  conferma del posto di lavoro nella forestale, oppure gente che intende far pascolare lì i propri greggi. Per fortuna non c'è più gente che dà fuoco ai boschi per poi costruirvi. Una legge ha vietato di edificare in zone disboscate a causa degli incendi.

Insomma, non si confanda il piromane, con il delinquente.

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POLITICA
29 luglio 2007
Don Camillo e Peppone 2007.
In giro si leggono cose davvero interessanti.
Come questa.

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19 luglio 2007
Tiziano Ferro e le donne messicane.
Ok, la notizia è vecchia. Si sta parlando della dichiarazione di Tiziano Ferro sulle donne messicane da lui definite baffute, rilasciata durante l'intervista di Fabio Fazio a "Che Tempo che fa..". Scoppiò un caso, il Messico femminile si ribellò, e dato che il Messico è un mercato discografico sostanzioso per il Tizianone nazionale subito sono arrivate le scuse. Non tutti però forse sanno che, una volta a rrivato in Messico, Tiziano Ferro ha dovuto pagare pegno per la sua sconveniente esternazione. Ospite in una trasmissione telesiva messicana, ha infatti accettato di farsi fare la ceretta, come segno definitivo di scuse e per riderci un po' anche su. Durante l'operazione di estirpazione pilifera, il nostro cantante si è lasciato scappare un "Li mortacci tua..." a cui è subito seguito "Questa però non sapete tradurla eh...".

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16 luglio 2007
La palestra ecosostenibile.
C'è del magico se a ideare e realizzare cyclettes e tapie roulant sia un tale, un francese, che si chiama Gambarotta. C'è dell'esotico e basta invece nel realizzare la prima palestra ecosostenibile, palestra ecologica, palestra verde o come la volete chiamare voi, a Hong Kong. A finanziare e dare spazio alle bizzare idee di un ecoingegnere è la catena della California Fitness, che riempe di palestre e centri fitness tutta l' Asia. Arrivando alla notizia, che è lì l'interessante: Gambarotta ha progettato e poi messo in opera una serie di macchinari da palestra (cyclettes, tapie roulant, step), che oltre ad occuparsi canonicamnete dei nostri muscoli e della nostra ciccia, riesce a convertire l'energia motoria/meccanica che noi realizziamo in energia elettrica. Questa energia viene poi utilizzata dalla palestra per luci, riscaldamento e quant'altro. Noi pedaliamo e ci facciamo tonici. Noi pedaliamo, l'ambiente sta meglio, e la California Fitness ha meno spese di elettricità. In realtà però, i macchinari e tutto il sistema di conversione è ancora molto costoso e ci vogliono parecchi anni prima di rientrare dell'investimento, ecco dunque perchè siano solo le grandi catene a potersi permettere di tuffarsi in questo nuovo buisness.
Ma noi di sogni ne abbiamo bisogno, anche se solo utopie e lontane chimere preferiamo affidarci a quanto dice Rob Deverux: “Anche tenendo un ritmo moderato di esercizio, una persona che corre su un tapie roulant per un’ora al giorno ‘produce’ 18 kilowatt di elettricità, la cui generazione tradizionale vale oltre 4 tonnellate di CO2 l’anno!” e ancora "Se la cosa continua così bene come sta andando sono sicuro che anche le altre nostre strutture nel mondo adotteranno questo sistema"

Sito California Fitness
Video

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13 luglio 2007
La difficile vita dell'arte gay a Milano. Ma è arte?
Sono due le opere che hanno fatto slittare l'apertura della mostra dell'arte gay a Milano. Alla fine sono state tolte dall'esposizione e sono stati sostituiti tutti i cataloghi con la loro rappresentazione (per un valore totale di ristampa pari a 100.000€).
La prima opera si intitola Miss Kitty, ed è una scultura davvero molto simile a Papa Ratzinger.
La seconda riprende l'episodio di cronaca che ha visto protagonista Sircana, sostituendo il trans con un'immagine di Gesù, si intitola Ecce Trans.
Tutti temi certamente molto provocatori, con l'obbiettivo comune di colpire la religione e i suoi rappresentanti. Questa campagna è certamente nata in ragione del dialogo molto difficoltoso tra la Chiesa e le diversità che animano una società moderna. Si può certamente discutere della modlaità della provocazione, ma l'arte è provocazione a volte, non solo rappresentazione.
A parere personale, le opere mi sembrano di una pochezza artistica abbastanza rilevante. Stupisce la loro inclusione in catalogo, se non proprio per via del messaggio anticlericale e di denuncia. "Ecce Trans" è un editing con Photoshop, capirai! "Miss Kitty" è un'opera ben più compiuta, di più impatto anche visivo. Ma tutto qui. L'idea che ci si fa, da esterni, è che sia provocazione fine a se stessa e ciò non aiuta l'arte nè tantomeno i gay!

"Miss Kitty" è stata acquistata da Sgarbi e quindi tolta dalla mostra. Si è risolto così il problema.


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politica interna
10 luglio 2007
Il Papa va in vacanza. L'ennesima caduta di stile.
Suona a tutti un po' strano l'ingombrante punto interrogativo che si ripresenta ogni volta che papa Ratzinger apre bocca o altro. Il sentimento anticlericale è certamente risorto e rinvigorito negli ultimi anni, complice anche una politica vaticana certamente poco moderna e accomodante. A questo si aggiunga il relativismo culturale e filosofico che coinvolge ormai tutto l' Occidente, me compreso (sia detto subito da che punto parto). I primi due anni del pontificato di Benedetto XVI sono stati segnati da controversi episodi, acuiti da una sempre più ingombrante presenza della CEI nel vivere quotidiano, nella politica. Solo di recente abbiamo vissuto il motu proprio con il ripristino a scelta della messa in latino e la dichiarazione recentissima della superiorità del cattolicesimo rispetto alle altre religioni cristiane, che non si possono chiamare chiese, sempre secondo Ratzinger, ma comunità. Il Cattolicesimo è l'unica che può dirsi chiesa, l'unica voluta da Dio, da Gesù. Le chiese protestanti non sono chiese, ma sono comunità. Sono nate da un uomo, Lutero, non da Cristo. Non si vuole tuttavia, parlare qui di argomenti così profondamente teologici. Non ne ho nè voglia nè capacità.

La vera notizia papale di oggi è in realtà il fatto che il Papa si trova a Lorenzago, in vacanza. Stesso posto che ha visto trascorrere molte delle vacanze estive di papa Giovanni Paolo II, almeno fino al 1998, fino a quando sono inziati i peggioramenti della salute, che ha preferito rifugiarsi in estate in Val d'Aosta, in posti più tranquilli, con servizi, ascensori, ospedale da campo e altro, abbondonando il paese di Lorenzago, da lui molto amato, e ricambiato. Al punto che i 600 abitanti di Lorenzago hanno dedicato proprio al papa polacco un museo.

Bene. Questo è il primo anno in cui Papa Ratzinger ritrova i monti e il paesello tanto cari al suo predecessore. Il suo arrivo ha suscitato parecchio rumore in paese. Si pensi che l'annuncio è stato ufficializzato a inizio anno e il sindaco si è ritrovato con una patata bollente in mano. Era inaspettato, ma occorreva fare qualcosa per dare il benvenuto al papa e in fondo anche per sponsorizzare il proprio paese, che proprio grazie al papa, diventa il centro dell'interesse pubblico nazionale. Un'ottima pubblicità insomma, più di qualsiasi pro loco. Dalla primavera il sindaco inizia a muoversi su più fronti: compra centinaia di bandiere della Città del Vaticano e le regala a tutte le famiglie, invitandole a metterle fuori sui balconi, le finestre, i giardini. Giardini e balconi che il sindaco ha voluto pieni di fiori, verde e piante. Anche l'occhio vuole la sua parte e non si può sfigurare davanti agli occhi del mondo. Sono state asfaltate strade, è stato costruito un gazebo in legno dove il Papa può rilassarsi, leggendo e guardando il paesaggio.

Ma per organizzare il tutto al meglio occorrevano dei soldi, ma le casse del comune erano vuote. Allora il sindaco si è visto costretto ad alzare le tasse, in particolare l' Irpef  dallo 0,4 allo 0,8 per mille, suscitando evidentemente forti malumori nell'opposizione e anche tra i paesani. Poi si è pensato al Papa, al proprio Paese, ci si è toccati un po' il cuore, e alla fine si è sborsato quello che si doveva. Il tutto per dare il miglior benvenuto al Papa. A questo si aggiunga lo stanziamento di ben 320.000 euro da parte della regione Veneto per la visita papale, a cui si devono sommare i 40.000 per l'illuminazione del paese. Soldi ben spesi, a detta della Regione, per via del ritorno d'immagine che si ha con l'arrivo del Papa.

Alla fine arriva il papa e con lui un'amara sorpresa. Intorno alla residenza papale è stato costruito un recinto di filo di ferro alto 2 metri coperta da un telone di plastica verde scuro, quasi nera. Una barriera alta più di due metri, illuminata da tubi al neon e protetta da sensori che segnalano ogni tentativo di intrusione. Insomma il papa non si farà vedere, è blindato, per ragioni di sicurezza, così si dice. Gli abitanti di Lorenzago non l'hanno presa molto bene e si lasciano scappare frasi morse tra i denti "Non sono più i tempi di Papa Woytila". Già

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