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piertorri
ECONOMIA
26 agosto 2007
La tassazione in USA.
Un po' di economia comparata. C'è da dire che è stata un'estata decisamente economica, che ha portato nelle bocche dell'uomo della strada termini e definizioni che mai avrebbe pensato di usare. E' stata l'estate della crisi dei mutui subprime per esempio, dell' inevitabile flessione delle borse, dell'asta fuffa su Alitalia, dell'evasione fiscale dei miti sportivi. Di quest'ultimo tema se n'è parlato pure qui. Proprio seguendo il filone ci si è chiesti cosa succede negli USA, dove la percentuale di miliardari in dollari è alta, sportivi e attori milionari ce ne sono in abbondanza e dove non si sentono residenti non domiciliati in qualche sperduta isola dei Caraibi. E visto che non siamo di quelli che pensano che gli americani siano di una razza superiore, più intelligenti e civili - e sì, ci hanno liberato dal fascismo, ma non per questo hanno ora il diritto di sdottore di democrazia in giro per il mondo -, la spiegazione che ci siamo dati è che hanno una legge migliore. Vediamola.

Iniziamo col dire che l'imposizione fiscale negli Stati Uniti avviene a tre livelli: federale (leggasi Washington), statale (lo stato di riferimento, Iowa piuttosto che South Dakota o Illinois), e distrettuale (il distretto di riferimento, per es. Los Angeles). Noi siamo grandi come la Florida e abbiamo i nostri tre livelli pure noi (Stato, Regione, Comune).
Le persone fisiche residenti negli USA sono tassate con il metodo worldwide income, che significa che sono sottopposti a tassazione tutti i redditi prodotti, sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo. Per dire che il "residente non domiciliato" è una cosa che da quelle parti faticano a comprendere. Beata incoscienza, beati loro.
Le persone fisiche non residenti pagano tasse solo in riferimento ai redditi prodotti in territorio americano.
Per sbrogliare la matassa degli imbrogli, la legge è molto chiara. Si considera residente chi soddisfa almeno una di queste condizioni:

  • ha la cittadinanza americana (chiunque abbia la cittadinanza americana, è considerato fiscalmente residente, per non subire la tassazione statunitense deve abbandonare la cittadinanza americana, perdendo di conseguenza tutti i diritti e facilitazioni che possiede, soprattuto ora in tempi di guerra globale).
  • ha ottenuto la residenza americana, anche tramite strade preferenziali come la green card.
  • rimane in territorio statunitense almeno 183 giorni in un anno solare. Ovvero più di sei mesi.
Poi il discorso si riempirrebbe di numeri e percentuali che racconterebbero il sistema fiscale americano, ma si lascia a chi vuole l'approfondimento.

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permalink | inviato da JPier il 26/8/2007 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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