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SOCIETA'
30 giugno 2007
ME & la nuova FIAT 500
E' successo per caso.
Un amico mi chiama, ci incontriamo in centro, salgo sulla sua macchina, Bergamo is Burning è l'inno adolescenziale dell'estate da queste parti, noi ci facciamo due risate.
Succede che ci si racconta come va e come non va, si finisce ad una concessionaria FIAT. C'è l'ispettore FIAT, tutti si chiedono perchè la concessionaria di Caravaggio/Treviglio perda clienti, l'amico mio, che è assciuratore e conosce un po' tutti, dice il perchè. L'ispettore ringrazia. In tutto questo io giochicchio con l'idea di comprarmi un nuovo cellulare NOKIA.
L'ispettore è felice, il venditore ci fa il preventivo che volevamo. L'ispettore ci chiama con la mano, arriva il direttore della concessionaria o quello che è, un tipo gaio come tutti i venditori.

E qua arriva il bello.

Ci porta con lui nel magazzino. E' un garage immenso, un tempo era lo stabilimento di una nota bibita. Vediamo delle strane macchine, incelofanate, il dubbio ci viene.
Arriviamo davanti a una. Ci sono 4 cerniere, le toglie. E davanti a noi ci ritroviamo la NUOVA 500. E' rossa. Spettacolare. Intorno a noi un centinaio di macchine simili, ma tutte nascoste. Si vedono solo i cerchioni e le ruote. Rossa fuori e rossa dentro. E' bicolore, pomello del cambio in acciaio. è perfetta, più grande di quella che credevo, il bagagliaio pure, pensavo molto più piccolo. Mi siedo davanti, sono 1,80 , sto bene. Mi siedo dietro, sono 1,80 , ma non sto bene, sto stretto. Sto zitto, il venditore mi dice se va bene, io rispondo, meglio davanti. Lui in effetti mi dice che è pensata, dietro, per persone alte al massimo 1,75. Ma va bene così.
E' della stessa grandezza della Ypsilon.
Accendo il motore. Non si può portare la macchina fuori, la si vedrebbe,.. allora si gira nel magazzino. Fino del giro. Vorrei fare una foto col mio cellulare che vorrei tanto cambiare. Chiedo, ma non posso.
Presentazione il 4 luglio, il fine settimana in prova in tutte le concessionarie. 5 mesi di attesa per chi la compra adesso.
Davvero bella esteticamente, ma già avevo visto le foto. Vederla dal vivo è ancora più cool. ha la scritta numerica 500 sulla maniglia del bagliaio.
Chiediamo il prezzo. Non ce lo possono dire, una forbice? alla fine cedono e ci danno un'indicazione vaga (tra i 10 mila e i 15 mila).

Poi siamo usciti.
Aperitivo alcolico con del pane greco allo stand Heineken sulle Mura. Ci sta "Bruci la città" che passa, e mi dico quanto è bella la canzone, ed è un peccato che se la siano bruciata i Baustelle per regalarla a Irene Grandi, che vive da anni solo di donazioni.

(NB Si d'accordo, è un po' romanzato..)

NB2 -> La presentazione della FIAT 500 avrà la sua diretta TV su Canale 5 a partire dalle 22:00

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SOCIETA'
29 giugno 2007
Rocco Siffredi nostro.
A inizio mese abbiamo visto un po' tutti le foto di donne e uomini nudi passeggiare per Mexico City alla ricerca di una giustizia che tarda a venire dal 1992, da quando cioè i contadini di Vera Cruz sono stati espropriati della loro terra da Dante Delgado.
Potrebbe non interessarci, d'accordo.
Poi però, si ferma un po' di gente, si vedono facce, si chiedono pareri, e un poliziotto intervistato dall'inviato de La Stampa riconosce celebrità globale al nostro Rocco Siffredi: "Se fossero tutti come Rocco Siffredi o Paris Hilton, sarebbe una sfilata piacevole… ma così…”

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mondo Mac
29 giugno 2007
iPHONE, perchè NO.
Senza dover per forza schierarsi nell'ambitissima casta dei macchisti o nella più popolare degli anti-macchisti, senza desiderio di schierarsi appunto, si dovrebbe cercare di rinunciare ai pregiudizi dell'una e dell'altra parte e convivere, un po' come faccio io e milioni di altri facendo girare Firefox su Windows.
Bene. Oggi è il grande giorno, il marketing ha fatto la sua parte più importante, ha messo in fila migliaia di persone fuori dai negozi Apple e AT&T, creando aspettative enormi. Senza sbrodolare in discorsi senza senso, vengo al punto riprendendo quanto anticipato da "La Stampa" questa mattina.
Le cose che l'iPhone non può fare sono:
  • Non c'è la radio
  • Non si possono usare canzoni come suonerie
  • Non si possono inviare MMS
  • Non si possono fare riprese video
  • Non si possono aggiungere schede aggiuntive di memoria. Quindi per un iPhone da 8GB i brani sono 1750, la metà per l'iPhone da 4GB. (N.B. in effetti 1750 brani sono tanti, sono 150 album, ne bastano e avanzano, ma infatti è la critica che ho messo per ultima)

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28 giugno 2007
Qualunquismo.
Succede sempre. Ed è successo anche ieri. Eravamo tutti più o meno interessati alle parole di Veltroni, più o meno d'accordo, entusiasti o intimoriti o altro. Non importa. Tuttavia i soloni internauti che non perdono tempo a scrivere di ogni cosa pur di scrivere qualcosa, sono accorsi in massa sotto l'ombrellone della critica di qualunquismo per dire qualcosa contro Veltroni. Sul discorso al Lingotto non si vuole discutere qui, non interessa me che scrivo e me che leggo. E' stato un discorso non vago, ma puntuale, con proposte e fatti, idee e pensieri: cose di cui si può essere o non essere d'accordo. Invece si è tirato fuori il qualunquismo nella sua accezione odierna, cioè di una tendenza a dire e non dire, a non offrire risoluzioni a problemi, a non sbilanciarsi, a parlare navigando nel vago per non scontentare qualcuno e accontetare quasi tutti. Ma anche di questo, poco mi importa.

Mi importa invece ricordare come nacque la parola "qualunquismo", quale fu la sua origine.
Siamo nel 1944, la guerra è lì lì per finire, si iniziano a respirare i primi venti di libertà, il fascismo sembra diventare la pagina nera di una storia nata storta e finita peggio. Nel dicembre del 1944 Guglielmo Giannini fonda la rivista "L'uomo qualunque", volta a riportare alla luce la voce dell'uomo di strada, dell'uomo qualunque per l'appunto, a lungo nascostosi dietro l'ombra del regime. Sembra una svolta democratica, un primo bagliore dopo un periodo buio e fu certamente avvertito così, al punto che il successo della rivista si consolidò fino alle 800 mila copie del 1945. Giannini non era un socialista, era un liberale, non amava la massa, ma di essa o di parte di essa si fece il portatore d'interessi. Accade così che quando divenne  Presidente del Consiglio Ferruccio Parri, "L'uomo qualunque" fece una compagna di contrasto molto forte, al punto che si organizzarono dei circoli di antagonismo al governo chiamati "Amici dell'uomo qualunque" o nuclei qualunquisti. La loro forza era insperata, vivace e capillare, forse perchè raccoglieva il desiderio a lungo latente di fare politica impossibile sotto il regime fascista. Nel giro di pochi mesi la caratura politica e disturbante di questi circoli si fece sempre più evidente al punto da richiedere una riflessione per l'appunto politica, di collocazione politica. L'idea iniziale del fondatore Giannini fu quella di far confluire tutto il movimento nel Partito Liberale, ma il niet di Benedetto Croce fu invalicabile. L'unica altra possibile soluzione era quella di creare un partito nuovo e così fu: nel febbraio 1946 nasce il Fronte dell' Uomo Qualunque. Poche idee ma chiare: nessun intervento dello stato, economia in mano ai privati, liberismo puro, come nelle teorie economiche di Milton Friedman. Con un milione e duecento mila voti, il FUQ diventa in quinto partito nazionale, niente male per un esperimento partito dal basso, seppur con la caparbietà e la lungimeranza di Giannini. L'ispirazione è tuttavia destrorsa, lo si capisce dalle battaglie politiche oltre che dalle idee di base. Continuamente accusato di filofascismo, il FUQ inizia a provare il brivido della decadenza. Quando il FUQ e in particolare Giannini decide di allearsi con De Gasperi per portarsi a casa poltrone e gloria, il movimento inizia a sfaldarsi, fino a sciogliersi qualche anno dopo confluendo in massima parte nel MSI. Finisce qui il Qualunquismo, figlioccio del fascismo, nato forse dalle sue ceneri, ammorbito da aperture verso il mondo non statale, ma certamente radicale in certe sue scelte, sia economiche sia sociali.

Si può leggere qualcosa QUA.

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ECONOMIA
27 giugno 2007
Impregilo.
Funziona così.
Impregilo a seguito della fusione tra la ormai famosa Bpi e la Banca Popolare Verona e Novara entrerà nell'indice S&P/Mib che è l'indice di riferimento della Borsa italiana che raggruppa le principali 40 società quotate con il criterio value weighted, considerando cioè la loro capitalizzazione e il flottante. Non riesco a essere meno tecnico di così senza cadere in discorsi da bar. Ebbene la Impregilo è stata condannata ora in primo grado: gli sono stati tolti crediti vantati per un ammontare di 700 milioni (crediti relativi anche alla costruzione del termovalorizzatore di Acerra) e per un anno non potrà parteciapre a gare pubbliche di appalto.

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27 giugno 2007
Tony Blair in pillole.
Alla mattina salutava ridente e nostalgico all'uscita dal suo ex appartamento al numero 10 di Downing Street.
A metà pomeriggio si trovava su una pensilina di King's Cross ad attendere un treno che lo portava nel suo colleggio elettorale di Sedgefield per rassegnare lì le sue dimissioni da parlamentare.
Da domani guadagnerà 180 mila euro all'anno per far parte del Quartetto (USA, UE, Russia, ONU) che si occuperà della pace in Medio Oriente.

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POLITICA
27 giugno 2007
Sin-da-ca-po


Al di là di un titolo scelto quasi a caso, pensavo.
Ripensavo ad oggi, ad un furtivo ascolto di un dialogo tra vicini di tavola in pausa pranzo. Si parlava dell'infinita quanto improficua nottata di disputa tra governo e sindacato, conclusasi con il solito aggiornamento delle parti alla serata successiva, quando ognuna delle parti si ripresenterà con le stesse argomentazioni e nuovi compromessi in tasca. Bene, discutevano amabilmente del non governo, della sinistra attaccata alla poltrona, e di quanto invece abbia governato bene Berlusconi.

Pensavo infatti, mentre i due col sorriso sulle labbra sbeffeggiavano la sinistra e sognavano un ritorno al passato con l'ex premier, queste cose:

  • Non c'è mai stata una serena discussione nella storia politica italiana tra sindacato e governo
  • Che i sindacati, con la minaccia dello sciopero generale, stanno protestando contro una legge sulle pensioni ideata e approvata dal governo Berlusconi
  • Che il governo di sinistra si trova in difficoltà doppia: oltre ad affrontare un tema di per sè ostico, si ritrova in mezzo a un ministero dell' Economia che impone dei vincoli di bilancio ( e quindi di spesa) e un grossa fetta dell'elettorato di sinistra che chiede più tutele accompagnato da un sindacato con cui si è sempre trovato a braccetto.

Non ci sono soluzioni, solo idee e proposte, anche perchè le scelleratezze passate dal debito alle baby pensioni sono la chiave interpretativa della difficoltà di uno stato a distribuire con serenità una pensione equa a tutti. Pigramente e sui due piedi da queste parti si è per un età pensionabile più alta, incentivi ad andare avanti (trattenute sullo stipendio al limite di una percentuale a una cifra) e soprattutto la creazione di una griglia con età pensionabili diversificate per settore. Lavori usuranti fisicamente e psicologicamente con un'età più bassa, più alta per chi svolge lavori non usuranti. Le otto ore passate in fabbrica sono diverse alle otto ore passate in ufficio, ed è giusto che questa diversità si ritrovi anche in fase di pensionamento.

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