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piertorri
15 marzo 2008
Ciao!



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POLITICA
14 marzo 2008
Questione tibetana.
A volte le immagini valgono più delle parole.

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POLITICA
13 marzo 2008
Cuba non è una dittatura?
Dopo la fine di Castro l enostre orecchie hanno sentito di tutto, anche che a Cuba non c'è una dittatura, si sta benissimo ed è tutta colpa degli americani. Ci sta che alcuni credano alle favole per carità!
Poi oggi leggi che uno dei primi provvedimenti del fratello di Fidel è stato autorizzare la vendita di dvd, computer, antifuro, forno a microonde che prima era vietata e capisci un paio di cose.
Poi la motivazione è che prima non c'era l'elettricità e ora ce n'è in abbondanza.

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SOCIETA'
13 marzo 2008
Riapre Minitalia.
Ora si chiama Minitalia Leolandia Park. Sta sempre a Capriate e pare rinnovato e ringiovanito. L'articolo completo lo si trova qui.
Mi chiedo solo una cosa, il motivo per cui:
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 19 euro (16 euro per chi non supera il metro e quaranta d’altezza e gli over 65). Ingresso gratuito per i bambini al di sotto del metro.
Evidentemente c'è un motivo, magari anche lapalissiano (ma che io non riesco a vedere) nella scelta di usare come discriminante pe ril prezzo l'altezza e non l'età.

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POLITICA
13 marzo 2008
Storia del candidato del PDL.
Non dev'essere semplice fare il candidato per il PDL. Già. Tu un giorno ti alzi la mattina e hai la fortuna di concorrere ad uno scranno in Parlamento che vuol dire sostanzialmente uno stipendio a vita, successo, soldi, status, potere.
Solo che non è più così semplice fare il candidato. Un tempo non c'erano troppe esigenze e  restrizioni. La tua fedina penale non era vincolante, anzi, faceva curriculum. I processi in corso o le sentenze erano carta straccia da buttare. La politica un paracadute per tutto, per salvarsi il culo da processi complicati. D'altronde l'ha fatto il capo, perchè non può farlo l'ultimo degli ultimi? E poi non c'era tutta questa attenzione mediatica sui nomi: ora ti fanno un screening completo: vanno a vedere i voti al Liceo, quante volte vai in bagno, ti controllano. Un tempo bastava essere un amico di qualcuno, ora no o non solo. Con tutti questi grandi partiti ogni candidatura è soppesata, ogni corrente ha il proprio numero di candidati, non di più, e i posti si riducono. Poi i vecchi non se ne vanno, stanno attacati alla loro poltrona e occupano posti.
Poi uno non può nemmeno lamentarsi.
Cazzo!
Hanno candidato l'insegnante privata dei figli di Berlusconi e la cantante che Berlusconi chiama per allietare i suoi soggiorni in Sardegna a  Villa Certosa. Capisci?
E te? Ti candidano?
Per non parlare dei piccoli partiti, lì ci sono ancora i clientelismi, se sei un amico di un amico è facile pure che ti candidano, ma lo fanno solo per riempire le liste. Per fare credere di essere grandi quando non contano un cazzo. Che poi sono partiti da 1-virgola-quacosa, quindi non entreranno mai in Parlamento e quindi che rimane in mano? Sì d'accordo si potrà raccontare a vita dell'esperienza della campagna elettorale, bluffando un po'. Già perchè i singoli non fanno campagna elettorale. Un tempo sì. C'erano le preferenze. Ora te ne puoi stare tranquillamente rinchiuso in casa a leggere Dagospia, fingendoti dentro il sistema, mentre il mondo decide per te.

Ma metti pure il caso che sei candidato. Non importa il motivo, sei un ex portaborse di Schifani e quindi hai il contrappasso di una vita spregevole, sei l'amante della Brambilla, chi le compra le calze a rete, magari sei simpatico o sei il paroliere delle battute/barzellette di Berlusconi. Qualunque sia il motivo, poniamo il caso che sei candidato. Hai il tuo nome lì bello sulla lista, magari sei eleggibile dopo che hai fatto un corso intensivo per capire come funziona la legge elettorale per l'assegnazione dei seggi. Magari hai una speranza, magari no. Anche con questa speranza e quindi con soldi, potere, sesso, e status ti ritrovi a dover sentire il tuo capo dire :
In Parlamento chi lavora sono 30 persone e sono sempre le stesse. Gli altri devono semplicemente presentarsi il giorno delle votazioni e schiacciare il bottone giusto.
Un po' ti spiace che il tuo capo parli così. Ma giusto perchè poi gli amici ti sfottono e già sono quelli che la politica non la possono più vedere, che hanno il libro "La casta" sul comodino. Magari conosci anche qualche grillino e allora è peggio. E poi, insomma, tu pensi di andare a Roma a salvare il mondo, con leggi che porteranno sicuramente il tuo nome, che rimarrano scolpite per sempre nei libri di storia, e invece sei ridotto ad un operaio dello "schizailbotòn".
Poi ci pensi su e dici che sì, sarà anche così, però farai parte dei trenta, ti batterai, farai vedere chi sei. Perchè è come quando entri in un arena, e combatti, anche se pesi 49 chili e davanti hai un bue.
Le sventure non arrivano mai da sole però. E allora succede che oggi il tuo capo dica:
Daremo spunti per gli interventi in modo da unificare tutte le dichiarazioni
Cioè, ti ha preso per stupido, capito? No, fattelo dire! Perchè se lui ha scelto te o comunque qualcuno dei matusa ti ha scelto, vuol dire che sei almeno mediamente intelligente. Penso io. Perchè non hai i giornali di Ciarrapico e quindi sarà perchè vali. E invece ti dice sta cosa. Che è come dire che ti imbocca, ti dice cosa fare e come, cosa dire e come. Poi vai in Parlamento e ti siedi e devi solo schiacciare un bottone.
Non so, mi viene da pensare che non conti un cazzo.
Forse mi sbaglio. Ma non credo.
A sto punto fa tutto lui, d'accordo. Te non fare niente, sta zitto, non agitarti, non fare polemiche con nessuno. Promesso? Giurin giurello.
Tanto lo sanno tutti che non lo fai per lui o per il Partito, anche perchè il partito non c'è.
Lo sanno tutti che lo fai solo per i soldi, il potere e lo status.
Quindi zitto!
Ricordatelo.
Promesso?



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POLITICA
12 marzo 2008
Emanuele Filiberto candidato premier.


Non si sta scherzando. Il principino de noialtri, che giusto un anno fa aveva chiesto un risarcimento monstre allo Stato Italiano e la restituzione di tutti i beni di famiglia, ha deciso di scendere in campo e dire la sua. Rivelatasi un autogol clamoroso la richiesta di 260 milioni di euro, Emanuele Filiberto se n'è tornato nel silenzio e nell'anonimato, ma poco ha resistito. E così non riuscendo a riavere il Quirinale quale propria residenza, punta ora a Palazzo Chigi. Un amante di imprese sbagliate e impossibili, ma al rampollo sabaudo, figlio di cotanto padre, non piace stare fermo.

Si presenterà candidato premier per il Movimento Valori e Futuro, una cosa che è nata qualche tempo fa e di cui Emanuele Filiberto è cofondatore. L'altro cofondatore non potrà essere della partita per la campagna elettorale perchè è stato arrestato per mafia. ça va sans dire...

Ora, a freddo, viene da pensare a quel giorno di 60 anni fa, quando i nostri nonni/padri scelsero la Repubblica. Già, perchè altrimenti saremmo rappresentati e chiacchierati nel mondo per i nostri reali, che sono delle macchiette teatrali insuperabili. Roba da invidiare qui e subito Camilla, Carlo e il guerrafondaio Harry. Viene quasi da dire che ci teniamo ben stretti Berlusconi. Ed è tutto dire!

Il sito è fantastico...

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POLITICA
12 marzo 2008
New York: il nuovo che avanza.
C'è un tizio, nemmeno l'ultimo arrivato e il primo quanto a importanza politica che va a puttane. Lo fa con la spensieratezza di non si sa chi, contrattando sui prezzi delle hostess del piacere. In tutto ha speso 80 mila dollari in notti infuocate di sesso con le migliori prostitute della città. Non ci sarebbe poi nulla, o poco di male, se non sul piano morale, se non fosse che il protagonista sia governatore di New York, tra l'altro un governatore molto duro e moralizzatore. La sua politica di attacco e eliminazione di molte reti di prostituzione lo aveva certamente accreditato presso una aprte d'America bogotta e conservatrice, lui democratico. Ma quella politica non poteva che ritorcersi contro, venuta a galla la verità clandestina del politicante in questione.

Poi in America e in politica conta ancora qualcosa la morale ed ecco le dimissioni. Ai più ha stupito la presenza della silente moglie accanto a lui mentre ammetteva di aver passato molto tempo nelle lenzuola delle meglio prostitute della città. Ci si è chiesti e ci si chiederà come sia possibile sopportare a caldo una situazione del genre, soprattutto quando devi mettere la tua faccia non solo davanti alle amiche o colleghi (che già creerebbe imbarazzo), ma davanti ad una città intera, ad una nazione e al mondo tutto (visto che se ne sta parlando anche qui).

Che poi alla fine, ed è una nota positiva, il posto di governatore verrà preso dal vice-governatore, tale David Paterson, cieco dalla nascita e nero. Sarà il primo governatore nero dello stato di New York, oltre che il primo cieco in assoluto.

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SPORT
12 marzo 2008
Navratilova: ceka, poi americana, ora ceka.
Da sportal.it:

Martina Navratilova rivela di aver riacquistato la nazionalità ceca dopo 33 anni. L'ex campionessa di tennis, cinquantunenne, era emigrata nel 1975 negli Stati Uniti, ed il governo del suo Paese, nell'orbita sovietica, aveva deciso di ritirarle la nazionalità.

La Navratilova se ne era andata perché il regime non le permetteva di gareggiare negli Stati Uniti. Da gennaio l'ex tennista ha il doppio passaporto, ceco e americano.

La notizia è meglio riportata su pianetatennis.it:

La nove volte campionessa di Wimbledon Martina Navratilova ha annunciato alla stampa di aver riacquisito la cittadinanza della Repubblica Ceca a causa della politica “vergognosa” del Presidente degli Stati Uniti George W. Bush.

In una conferenza stampa tenuta a Tokyo a margine di un match-esibizione, la Navratilova ha confermato di aver ripreso la nazionalità del paese che le ha dato i natali e dal cui regime comunista era fuggita 33 anni fa. “Persi la cittadinanza ceca quando decisi di defezionare e me la sono ripresa il 9 febbraio scorso”, ha dichiarato Martina aggiungendo che comunque manterrà ugualmente anche la nazionalità americana.

In un’intervista rilasciata l’anno scorso al giornale ceco Lidove Noviny, la fuoriclasse del tennis dichiarò di vergognarsi degli Stati Uniti sotto la presidenza Bush allo stesso modo in cui una volta si era vergognata della Cecoslovacchia. “Il problema è che noi abbiamo eletto Bush”, ha spiegato. “Ed è peggio. In Cecoslovacchia invece il governo comunista ci era stato imposto”.

La Navratilova aveva appena 18 anni quando fuggì negli USA suscitando le ire del regime di Praga che le ritirò immediatamente la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981 poi diventò cittadina statunitense. Qualche anno più tardi rivelò che era stata costretta a lasciare la Cecoslovacchia perché le autorità del suo paese natale stavano cercando di impedirle di giocare negli Stati Uniti, dove in quel periodo si svolgeva la maggior parte dei tornei del circuito professionistico.

La decisione presa allora, anche se non facile, non le causò però troppi rimpianti. Da allora Martina avrebbe infatti iniziato una delle carriere più impressionanti di tutti i tempi con 18 titoli dello Slam di singolare in bacheca, tra cui 9 Wimbledon, e 31 di doppio. Le sue innate doti atletiche e l’ossessione per il lavoro sul fisico le hanno consentito inoltre di prolungare la carriera ad alto livello ben più in là rispetto allo standard delle altre tenniste.

Martina annunciò il ritiro nel 1994 ma tornò sei anni più tardi aggiudicandosi svariati tornei di doppio. L’ultimo match ufficiale risale al 2006 quando conquistò il titolo di doppio misto allo US Open, il suo 354esimo sigillo della carriera. Dal momento dell’abbandono del tennis giocato, la 51enne Navratilova ha iniziato a lavorare come commentatrice per la BBC e per Tennis Channel ma dedica gran parte del suo tempo ad attività caritative e alla difesa di cause politiche. Tra l’altro, ha sostenuto campagne in difesa degli animali, dei bambini poveri e dei diritti degli omosessuali.

La sua avversione per il Presidente Bush risale al 2002 quando in un’intervista rilasciata alla CNN, la Navratilova criticò l’attuale inquilino della Casa Bianca per le posizioni della sua amministrazione circa i diritti degli omosessuali. Quando le fu chiesto perché in un giornale tedesco aveva dichiarato che aveva la sensazione di aver lasciato un sistema che sopprimeva la libertà di opinione per un altro, l’ex n. 1 del mondo rispose che, come lesbica, la vita negli Stati Uniti era più complicata rispetto all’Europa. “Quando vedo qualcosa che non mi piace, lo dichiaro apertamente perché qui è possibile farlo. E inoltre, ritengo che stiano accadendo troppe cose che ci stanno privando dei nostri diritti”, affermò Martina in quell’occasione.

“Quando c’è qualcosa di ingiusto, credo che gli atleti abbiano il dovere di denunciarlo. Come donna, come atleta, e omosessuale, ci sono stati troppi ostacoli che ho dovuto superare ed è necessario che questi ostacoli vengano rimossi in futuro”.


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SOCIETA'
11 marzo 2008
Facts, si ride anche di scemenze.
Dei facts si sa tutto. Si scrivono libri, che vendono, e producono reddito per i più intraprendenti. A volte poi fanno ridere, ma ridere davvero. Nel senso che se, una sera, vuoi fare il brillante e divertire, racconti un paio di facts e tutti cadono ai tuoi piedi. Il giorno dopo penseranno a te come di una persona estremamente simpatica, anche se non lo sei. Del resto, alcune "freddure" sono davvero eccezionali. A memoria:
  • Chuck Norris ha contanto fino a infinito. Due volte.
  • Chuck Norris ha superato il tonno insuperabile.
  • Jack Bauer risucirebbe a scappare dall'isola di Lost in 24 ore.
  • Il film poliziesco "Vivere e morire a L.A." si doveva originariamente chiamare "Vivere a L.A.". Poi, a metà delle riprese, è arrivata la notizia che Chuck Norris si era trasferito a Los Angeles.
  • Il Dottor Destino, Darth Vader, il Comandante Cobra e Jason di Venerdì 13 portano tutti una maschera perché hanno una paura fottuta che Chuck Norris scopra chi sono e dove abitano.


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POLITICA
11 marzo 2008
Sulla campagna elettorale e le liste.
L'ultima è quella di Ciarrapico. Le motivazioniche hanno spinto alla sua candidatura tra le fila della PDL sono sostanzialmente due: rubare voti a "La Destra" di Storace e contare sui quotidiani locali che Ciarrapico possiede. Questo il calcolo fatto da Letta e amici, certo non si aspettavano che Ciarrapico concedesse un'intervista a Repubblica (che certamente ha cercato e trovato il modo per mettere in difficoltà Berlusconi), nella quale si proclamava, di fatto, un nostalgico del fascismo. Seguono smentite da parte di tutti, nessuno voleva Ciarrapico in lista tranne Letta per i due motivi detti sopra. Ora il rischio che questa scelta si trasformi in un autogol, in una regione, come il Lazio, che regala molti seggi al Senato (dove si gioca la partita, visto che alla Camera la PDL non dovrebbe avere troppe difficoltà).

Poi c'è Pannella, che potrebbe tranquillamente dire "Basta, chiudo con la politica e tanti saluti". E invece continua a fare politica a modo suo, usando lo sciopero come arma di diffusione di pensiero. Un tempo si facdevano scioperi della fame e della sete per l'aborto e l'eutanasia, ora per avere un parlamentare in più. Traete voi le conclusioni. Del resto l'accordo Radicali e PD è stato un accordo economico, che con la politica non ha nulla a che fare. Non si è parlato di contenuti, ma di seggi e di soldi. E così i Radicali hanno deciso di non usare il proprio simbolo e di non creare poi un proprio gruppo parlamentare, in cambio di 9 parlamentari, un ministero alla Bonino e un sostanzioso rimborso spese. Questo il mercanteggio che ha fatto la Bonino, che poi davanti alle telecamere si dichiara verginella di non si sa che cosa, e si indigna perchè non vuole essere trattata come una bandierina, spostata di regione in regione a secondo dove più serve. Lei che, insieme al suo partito, si è dimostrata proprio una bandierina, attaccata solo al potere e ai soldi. Che sia chiaro. Poi dietro c'è anche una donna con idee, un ottimo ministro e quello che si vuole. Il mercanteggio l'ha fatto anche Veltroni, che ha preso con sè i radicali, perchè prendono su un po' di voti e fanno da contraltare al correntone cattolico della Binetti.

Prodi ha fatto una scelta, quella di lasciare la politica, per aiutare il PD. Il motivo? In queste ultime settimane Veltroni ha ringraziato il governo Prodi per aver rimesso a posto i conti, ma si è smarcato dal governo per il suo pluralismo che ha di fatto impedito a Prodi di fare le riforme. Veltroni citava il meno possibile Prodi, presentandosi come il nuovo, non considerando però che molti degli esponenti del passato governo si ricandidano nelle liste nuove del PD. Dall'altra aprte Berlusconi e la PDL tutta appiccicavano Veltroni al vecchio governo. Ha iniziato Fini, dicendo che Veltroni fa come Houdini "fa finta che Prodi non sia mai esistito", per poi proseguire tra un Gasparri e un Bonaiuti, fino alla decisione di chiamare il passato governo, il governo di Prodi e Veltroni. Una scelta di marketing, per brandizare il vecchio fallimentare governo con il candidato PD. Prodi ha sentito tutto questo e ha deciso di dire addio alla politica italiana, cercando di aiutare così Veltroni.

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