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29 settembre 2008
Andrea Pezzi e la Ovopedia.
Che succede?
Succede che tu lasci un tipo che hai seguito e apprezzato negli anni '90 e te lo ritrovi cambiato. Già con Internet Cafè avevo storto il naso, ma va bene così, se paragonato al nulla che di televisivo c'era in onda all'epoca, l'idea era anche interessante, quanto banale (Preso una rgomento, con google vado a vedere tutte le informazioni che torvo su internet).

Ora Pezzi ha una sua società di produzione e il suo progetto si chiama Ovopedia. E' un progetto di Silvio Berlusconi, innanzittutto che aprtecipa per oltre il 50%. Lo scopo è quello di raccontare la storia con una serie di videoclip che tra qualchemese verranno lanciati sul digitale, in tv e su internet. Dalle prime visioni, pare che la storia sia vista in maniera un po' così, senza alcun tipo di valutazione ex-post, ma vedremo. E' la storia vista da Silvio Berlusconi, dicono i maligni. Da queste parti fa già specie che Andrea Pezzi sia il responsabile del progetto.

Che poi la cosa più sconvolgente è venire a sapere che Andrea Pezzi è un devoto di tal Meneghetti, un frate che ha fondato una sorta di movimento per la costruzione della personalità di leader. A detta di terzi si tratta di una setta pseudoreligiosa (o quelle cose lì), ma va anche detto che Meneghetti ha indetto una causa, vincendola, contro chi lo diffamava. Quello che è vero, invece, è che le sue prestazioni/corsi hanno un costo di 2.000 euro. Meneghetti ricostruisce la storia partendo dall'analisi dei leader e succede quindi di inciampare in considerazioni particolari, ad essere gentili. Da un articolo apparso su "L'espresso" si evince anche un discreto antisemitismo.

Si legge poi:

Ma perché il premier ha deciso di finanziare personalmente Ovo attraverso la cassaforte di famiglia Fininvest e di inserire un suo uomo, Paolo Mazzoni, nel consiglio di amministrazione della società? Rispondere alla domanda non è semplice. Qualche dato di fatto però aiuta a capire. Già nel 2006 Meneghetti ha potuto presentare il suo libro più importante ('La psicologia del leader') alla quarta convention dei circoli giovani di Dell'Utri, mentre Pezzi nel 2005, grazie alla fortissima sponsorizzazione dell'ex assistente personale del Cavaliere e attuale parlamentare Deborah Bergamini, ha ottenuto un programma su RaiDue, 'Tornasole', in cui Meneghetti, suscitando lo sconcerto del critico televisivo del 'Corriere della Sera', Aldo Grasso, è stato tra gli ospiti d'onore. Tra gli obiettivi del 'Tornasole' c'era quello di rompere la presunta egemonia culturale della sinistra. Gli ascolti sono stati deludenti, ma quello è stato comunque un primo passo.



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SOCIETA'
28 settembre 2008
Dal Rave Party alla Street Parade.
D'accordo. Tutto deve avere un senso. Un inizio e una fine. Ma soprattutto una spiegazione.
I rave party.
Non li ho mai frequentati di persona, ma sono abbastanza contemporaneo dal rifuggire le etichette che si sprecano di mese in mese alla luce dell'ennesimo collasso di un giovane che balla.
E poi nemmeno mi interessa. Di quello che succede lì, intendo. Io che difficilmente ho torvato divertente ballare l'house nei club metropolitani.
Mi interessa il fenomeno. E così in pillole, mi sono fatto una storia del rave in 3 righe. Che poi basta leggersi wikipedia, senza passare di qua.
Però.
Tutto nasce negli Stati Uniti. Rave significa "sballo, delirio". Succede che alla fine degli anni '80, sgonfiato più o meno il consumismo reganiano, alcuni rimangono con il nulla in mano. Disoccupazione alta, urbanizzazione alle stelle e cose così. Poi succede che molte imprese chiudono e si liberano spazi. E poi quelle industrie che simboleggiano per alcuni il male, l'alienazione e via andando. E allora cosa succede?
Succede che le imprese per una notte se le riprendono gli operai e i disoccupati e lì rianimo gli ambienti che di giorno sono cupi, neri e stranianti. La notte nelle fabbriche dismesse sono l'ambientazione preferita dei rave party.
La musica è disturbante, molto urban, i suoni sono monocordi e industriali (sirene, antifurti, rumoracci di macchine e altro). Poi il fenomeno arriva in Europa, e in UK ha torvato terreno fertile.
Un po' perchè all'epoca i giovani inglesi si imbottiscono di droghe di tutti i tipi e gli acidi scorrono nelle vene degli inglesi tra un globulo bianco e un globulo rosso.
E poi di zone industriali ce ne sono un'infinità.
Solo che i ravers non è gente tranquilla. Se va bene fanno un casino che sveglia il vicinato a distanza di 2 chilometri; se va male, qualcuno si sente male, davvero male e poi non si riprende più.
Allora il governo inglese inizia a pensare a come arginare il fenomeni. Le menti dell' intellighentia inglese si arrampica in paranoie nebulose e architetta strutture precarie di giustizia.
Esempi?
Ad esempio è illegale riunirsi in più di dieci in un luogo pubblico.
Le compagnie numerose iniziano a porsi delle domande.
Poi però alcuni si incazzano e inizia una campagna "Riprendiamoci le strade". Di cosa si tratta?
In sostanza tutti in strada in uno stesso momento in uno stesso luogo per creare casino, traffico, disturbare e porre il problema.
Da lì alla street parade il passo e breve.
E così le strade si riempiono dei primi camioncini che trasmettono musica a palla con gente intorno che cammina e balla e sballa. Dei rave itineranti.
Poi da lì segue di tutto, le street parade diventano delle feste suepr organizzate, perdendo quello slancio anarcoide che aveva originariamente, e si trasforma in business, soprattutto per le città (Berlino e Zurigo) che le organizzano.
Poi in ste feste di gente che cammina si vede di tutto. Gay e lesbiche si sentono liberi. E poi c'è gente che si traveste, ci sono i transessuali. C'è tutta la comunità emarginata che di giorno si traveste e riempie le strade. Da qui al Gay Pride, il passo è brevissimo.


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SOCIETA'
28 settembre 2008
Le bionde sigarette e poi...


Sui quotidiani italiani si sta facendo un gran parlare dei legami tra industria del tabacco e cinema. All'epoca le sigarette erano pubblicizzate e considerate (o almeno questo era ilmessaggio che si voleva far passare) come un simbolo di virilità e machismo per gli uomini e come simbolo di indipendenza e emancipazione epr le donne. Le indusrie del tabacco chiedevano di pubblicizzare l'uso delle sigarette (e delle loro sigarette possibilmente) all'interno dei film in cambio si accollavano le spese di pubblicità del film.
In fondo era un'arma vincente. Un grande film di successo con protagonista fumatore poteva avere un ritorno interessante per le Philip Morris di turno.

Così, per dire e aggiungere, le sigarette venivano chiamate "bionde" (ora un po' in disuso, anche se si utilizza in certe parti d'Italia, soprattutto al nord) perchè il tabacco è di una colorazione tendente al biondo e ad una colorazione (a volte più scura, castana) proprio come i capelli delle donne.

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SOCIETA'
27 settembre 2008
La città che continua a bruciare.


Mettiamola così. In Pennsylvania c'è una cità. C'era una città. Era un piccolo paese di qualche migliaio di abitanti. Succede che una discarica illegale, costruita non troppo vicino, ma nemmeno troppo lontano da una ex miniera dismessa di carbone inizia a bruciare. Si spegne il tutto e si è felici. Dopo un paio di giorni si capisce che non si è speto proprio nulla e che il fuoco continua a bruciare sottoterra. I saggi del paese pensano "Prima o poi si spegnerà". I saggi del paese si sbagliavano. Il fuoco e il calore hanno raggiunto la ex miniera di carbone, trovando terreno fertile per continuare a bruciare. L'incendio sotteraneo continua ad oggi, dopo ben 46 anni.
Per un po' tutti se ne sono fregati. Ma sì, succede sottoterra.. non vedo, non sento, quindi non eiste. Poi all'improvviso succedeno cose strane. Una bambino cammina per strada e all'improvviso cade in un taglio che si è creato in mezzo al marciapiedi. Profondità 45 metri. Evidentemente qualcosa inizia a non tornare. Il paese inizia a svuotarsi e ora gli abitanti sono 7 temerari.

Da wikipedia:
Attualmente l'incendio nel sottosuolo è ancora attivo, e si calcola che lo sarà ancora per centinaia di anni; alcune decine di persone ancora abitano la cittadina, divenuta ora una sorta di lugubre, tristemente istruttiva attrazione turistica.

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POLITICA
27 settembre 2008
Nascondino.


Mentre il Caucaso stavo diventando una fornace di dissapori, odi e timidi tentativi di riaprire il fascicolo "Guerra Fredda", il nostro Ministro degli Esteri, colui che si dovrebbe interessare a nome nostro di quello che succede al di là dei confini, se ne stava spiaggiato alle Maldive con la sua bella.

E poi Berlusconi. Dice al mondo di non poter andare al Palazzo di Vetro a New York per parlare all'Assemblea Generale. Il motivo? Deve occuparsi di Alitalia, che è troppo importante per il Paese  e per il suo governo.
Eppure Berlusconi in questi giorni di trattativa in zona cesarini proprio non si fa sentire. Manda avanti Letta, è lui l'uomo che insieme a Veltroni tesse la tela dell'accordo Sindacati/Cai.
E Berlusconi?
Partito!
Partito?
Già, se ne sta in Umbria in un beauty center per dei massaggi alla schiena.

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musica
26 settembre 2008
Liberpool Vs Cremonini.
Un tempo c'erano i Lunapop. COn la marea di singoli che invase l'Italia, facendola canticchiare giorno e notte. Poi scazzi sui soldi e sulla divisione delle royalties (perchè il batterista paffuto e il chitarrista che suonava come un tredicenne alla sesta lezione di chitarra classica) volevano la loro bella percentuale. Cremonini non è che fosse molto d'accordo e si sa, l'amicizia si ferma davanti al soldo.
Cremonini poi continua con la musica, fa anche dischi discreti, un degno pop: niente di trascendentale, ma ascoltabile.
GLi altri si smarriscono, scompaiono fortunatamente del nulla.
Poi succede che a settembre, cioè in questi giorni, esce il nuovo singolo di Cremonini e contemporaneamente viene lanciato il nuovo video del nuovo progetto Liberpool, che altro non sono se non il chitarrista inesperto (quanto è invcchiato???) e il batterista paffutello.
Il brano è bruttino, una roba da doposcuola per intenderci. Per il video chiamano la Bella GGente come il prezzemolino Federico Costantini (già nel serial "I Liceali" e pure nell'ultimo Ozpetek: ovviamente sto Costantini è strafiglio d'arte con madre costumista e padre regista ed ex compagno di Laura Morante, con sorella di lui, Federico, anche lei nel mondo dello spettacolo. Insomma, le solite cose. Poi lui è pure bello e fa la aprte dell'imbrociato, un Ozpetek ci piomba per forza addosso, smanioso com'è di avere uomini belli nei suoi film: sdoganò addirittura un ex Grande Fratello in suo film, dopo averlo apprezzato inun calendario. Si divaga troppo).
Insomma messi i video e le canzoni a confronto, Cremonini stravince la partita e tanti saluti!

Cremonini Vs. Liberpool

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SOCIETA'
25 settembre 2008
L'isola disabitata.


Funziona che un tempo tutto andava a carbone. Dal treno all'industria.
Quindi dove c'era carbone, c'era una miniera e quindi tanta ricchezza.
Sull'isola di Hiroshima c'era tanto carbone. Siamo in Giappone, in un'isola a sud del Giappone, tra il mare, il Giappone appunto e la Corea, con Nagasaki a 15 km in linea d'aria.
E' un'isola piccola e piena di carbone. Allora il signor Mitsubishi se la compra e inizia costruirci una cava e poi tutt'intorno costruisce dei palazzoni che devono contenere tutti i minatori. E visto che l'isola è piccolina i palazzi devono essere belli alti. Ad un certo punto quell'isola ha rappresentato per anni il record di densità per km quadrato: 1300 e oltre abitanti. Robe pazzesche.
Poi arriva il petrolio, il carbone non vende più e Mitsubishi smantella tutto, i minatori se ne vanno e quello che rimane è lo scheletro dell'essitenza dell'uomo.
Impressionante.
Qui le foto.



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ECONOMIA
24 settembre 2008
Petrolio e speculazione.


Poi si dice che non c'è speculazione.
Ragionare col petrolio non è molto semplice perchè le variabili su cui si costruisce il prezzo sono tantissime: si passa da una guerra nucleare in Iran allo sciopero dei trasportatori in Alaska. In mezzo c'è tutto un mondo.
Quindi dire se oggi la quotazione del petrolio scende, allora scende proporzionalmente anche il prezzo della benzina al dettaglio. Non è così e lo sappiamo. Ci si chiede però perchè ad un aumento del prezzo del petrolio corrisponda sempre un aumento del prezzo della benzina.
Di recente il petrolio è sceso di molto, passando con allegria sotto i 100$ al barile. Dai 150 ai 90. Quasi 60 dollari di differenza.
Un barile sono 160 litri di petrolio.
Quindi ragionando di aritmetica 60/160= 0.37
L'incidenza della diminuzione dovrebbe essere di 30 centesimi al litro. Quindi se io pagavo 1,55 a luglio, ora mi aspetto di pagare 1,25 e non 1,38 come è adesso.
C'è un motivo, anche banale dietro tutto questo. Quello non banale è la speculazione, quello più semplice da capire è che il petrolio noi lo compriamo in dollari. A luglio il nostro euro era molto forte e con un euro ci compravamo comodi comodi 1 dollaro e mezzo e oltre. Quindi compravamo dollari spendendo meno euro e il petrolio ci costava ancora meno. Ora il dollaro si è apprezzato, ci vogliono più euro pèer comprare la stessa cifra di dollari e quindi il petrolio ci costa un po' di più. In parte proprio queste variazioni di cambio dollaro/euro influenzano il prezzo della benzina alla pompa.
Ora, la speculazione.
Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio ha avuto un andamento pazzesco, perchè?
Ecco spiegato.

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SOCIETA'
24 settembre 2008
Armi pro capite e stragi scolastiche.
Lo dice l'ANSA:

ANSA 2008-09-23 14:51
Finlandia,terza al mondo per possesso armi

ROMA - La Finlandia, teatro oggi di una nuova strage in una scuola, è il terzo Paese al mondo per numero di possessori di armi da fuoco pro-capite. Lo stima il rapporto Small Arms Survey del 2007. Secondo lo studio, in Finlandia c'é una rapporto di
56 armi ogni 100 persone, dato che piazza il Paese al terzo posto nel mondo dopo Stati Uniti (90 su 100) e Yemen (61 su 100). Alle loro spalle, Svizzera (46), Iraq (39) e Serbia (38). Gli Stati Uniti, da soli, assorbono il 41,5 per cento delle armi di uso civile. India e Cina, i due Paesi con il maggior numero di armi civili dopo gli Usa, hanno rispettivamente un rapporto di 4 e 3 armi ogni cento persone.

Quindi prima di parlare di giostizia fai da te e facilitazioni nel consegnare le licenze di porto d'armi...


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POLITICA
23 settembre 2008
L'esercito per le strade.


Ci penso un po' su. A me l'idea di vedere l'esercito in strada non piace. E non solo perchè ricorda fotografie e filmati visti e rivisti. Non perchè il mio cervello per una sinopsi non chiara fa dire l'esercito = dittatura. Che poi in Italia viene fuori Mussolini, quindi Destra, quindi Berlusconi. Ecco il mio cervello riesce ancora a fermarsi in tempo, prima di andare alla deriva.
Però l'idea, così, a pelle, non mi piace.
Diciamo che, posta l'esistenza di una "questione sicurezza", sarei più dell'idea di potenziare Polizia, l'Arma dei Carabinieri e via dicendo. Anche perchè preferisco vedermi in giro un ragazzotto della mia età con una pistola e con una divisa accettata, piuttosto che intrecciare lo sguardo con lo stesso ragazzotto, ma vestito con la mimetica e un mitra a tracolla.
Che poi sono cose superabili. L'abitudine si dice. Ma si dice anche "Non bisogna abbandonarsi all'abitudine". C'è una risposta a tutto. Ogni punto di vista è valido e legittimato.
Premesso questo, penso anche che l'esercito ci deve essere. Mi spiego: se all'improvviso un Pincopallino qualsiasi si mette a bombardare a caso l'Europa, vorrei avere in casa un esercito da mandare a casa di Pincopallino, prenderlo per i capelli, condannarlo al carcere a vita e tentare di ristabilire la normalità (oddio, parlo come Bush e il suo "esportare democrazia"). E poi se il paese A invade il paese B, mi piacerebbe che l'Italia avesse l'esercito da mandare per liberare e difendere il paese B, anche se il paese B sta agli antipodi da me e ha un sottosuolo ricco di petrolio come quello dell'Italia.
Quindi esercito sì.
Ora, e qui arrivo al dunque. Che faccio con l'esercito se non c'è nessun Pincopallino all'orizzonte o se tutti i governanti sono democratici e si ostinano a non voler invadere il vicino? O creo il nemico, ma è una americanata, o passo l'anno a fare esercitazioni, o l'utilizzo.
Sì, d'accordo: io contribuente pago anche l'esercito, sempre teoricamente perchè con le mie tasse non ci si comprerebbe nemmeno un elmetto, e quindi non è che proprio mi va di vedere i militari dell'aviazione cazzeggiare sui cieli di Grossetto o i paracadusti lanciarsi dai palazzi di Pisa centro pur di passare il tempo. Quindi, mi dico, perchè non utilizzarli per qualcosa di civile. Qualcosa che non ha nulla a che vedere con guerre o eserciti, ma qualcosa di più vicino a me.
Allora penso che ci dovrebbe essere qualcuno, lassù, che si mettesse seduto dietro ad una scrivania e iniziasse a stilare una serie di situazioni limitie in cui è possibile richiedere l'intervento dell'esercito. Ecco, senza lasciarsi andare troppo. Quindi niente militari fuori dalle scuole, niente militari con il mitra da una parte e l'etilometro dall'altro. Ecco, niente di tutto questo.
Ma prevedere una serie di situazioni in cui l'esercito possa essere utilizzato con ruolo di polizia, quello sì.
Quindi se Maroni dice:"Mandiamo 500 soldati a Castel Volturno"... io inizio a pensare che forse sì, è una buona idea.



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