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Il codice Da Vinci.

D'accordo, si arriva in ritardo, ma coi tempi che corrono e la filmografia mondiale a portata di click, un film appena uscito vale un film uscito 50 anni fa. Vale nel senso della discussione. Cambiano i tempi e cambiano le attitudini. Andiamo al film.
Direi che è un ottimo film d'azione condito da una spy-story dall'intreccio complicato e per molti controverso: in realtà occorerebbe sempre riportare le cose ai fatti, senza lanciarsi in voli pindarici. Quindi che si lasci da parte la noiosa querelle laici/religiosi che ha accompagnato l'uscita del libro prima, del film poi e le imminenti riprese di un nuovo film tratto da un romanzo di Dan Brown. Il COdice da Vinci non è un saggio, non ha la pretesa di storizizzare chissachè, si muove certamente tra le pieghe del verosimile, concedendosi a ragionissima di romanzarci una storia, un racconto, chepoi diventa una sceneggiatura. Il film è del resto una spy-story, condita con gli ingredienti già visti in film come "Indiana Jones" o "La Mummia". Molto curati i particolari, e abili a ottenere i permessi per girare un po' ovunque a Parigi (Louvre compreso). Tom Hanks ha un insolito capello lungo ed è credibile nel personaggio che interpreta, non certo come lo straordinario Ian McKellen, ma è giuato così.
Forse un po' troppo lungo, ma non annoia e non perde tempo in particolari inutile. Va da sè che di blockbuster si tratti, tratto da un romanzo bestsellers.. insomma la qualità sta da altre parti.

Curiosità:

Pubblicato il 23/7/2007 alle 10.35 nella rubrica Film veramente visti.

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