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Hollywoodland (2007)

Giocato su due piani temporali diversi. Da una parte Ben Affleck/Superman cerca di farsi strada nel difficile mondo del cinema, annaspando tra le centinaia di attori in erba, flirtando con la moglie del boss della MGM, infine trovando il ruolo del successo per poi finire steso per terra con una pallottola in testa. Suicidio si dirà. Ed è qui che prende il filo la seconda storia, quella di un investigatore privato (Andrien Brody) in cerca del caso della vita, stanco di inseguire mogli traditrici e uomini tristi e infedeli, stanco di vivere in un residence di quart'ordine con la compagna, disposto a tutto pur di iniziare una nuova viva decente. Per lui è omicidio. In realtà lo è per la mamma dell'eroe morto, che si affida inconsapevole all'investigatore di terza categoria, convinta di aver assoldato uno dei migliori. Brody è un marito, separato, con un figlio che vive con la madre e il di lei nuovo compagno.
Il bimbo è piccolo e come tutti i bambini era un appassionato di superman. Quando però apprende la notizia del suicidio dell'attore, si chiude in se stesso. Attraverrso gli occhi del figlio si descrive Hollywood come macchina dei sogni, creatrice e distruttrice. Poi a un certo punto per l'investigatore i soldi non conteranno nemmeno più, la sua vita prende vie sempre sbagliate, e l'unica ancora alla vita è la soluzione del caso. Suicidio o omicidio.... diventa una sfida personale.

Pubblicato il 17/8/2007 alle 0.41 nella rubrica Film veramente visti.

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