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Mastella, Mastellone, ancora Mastella.

Non parliamo del suo blog, lo giuriamo. Ci divertirebbe l'idea, ma tant'è.
Stupiti, invecem ci ritroviamo a parlarne quasi bene.
L'antefatto o la questione è un po' la solita: è giusto che persone in attesa di giudizio e in generale persone indagate abbiano il diritto di candidarsi o di ricoprire attivamente ruoli politici?
Da queste parti la risposta è chiara, un po' meno dalle parti di Mastella, ma non ci si può stupire visto il passato trasformista del nostro. L'idea che si ha è :

Questo è un po' il pensiero di chi scrive. E' un discorso da fantapolitica, da "io vorrei", roba che andrebbe benissimo sul blog de iMille, ma non aspiro a tanto.
Ora però dobbiamo tirar fuori l'aggancio con Mastella, altrimenti il bellissimo titolo del post è lì solo da specchietto delle allodole...
Il collegamento è un'intervista recentissima a Mastella, comparsa nel numero di questa settimana de "L'espresso":

In attesa della sentenza, i politici sospettati non dovrebbero essere sospesi?
"A me è successo un fatto. Io non ho candidato a Roma una persona al consiglio regionale, perché mi mandarono una fedina penale secondo la quale non aveva i criteri di moralità che immaginavo. Il giudice mi ha condannato a risarcirlo con 150 mila euro, che ho pagato sull'unghia".

Pubblicato il 18/8/2007 alle 18.22 nella rubrica Politica.

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