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Sarà la destra a salvare la sinistra.

Da circa un anno, da quando cioè la sinistra ha vinto le elezioni si paventano scenari apocalittici da fine governo, vita, tutto. Se da una parte c'è una ben evidente situazione di ragionevole incertezza dovuta prevalentemente a una maggioranza in senato tenuta in piedi da un paio di ottantenni, più che da inevitabili scontri di posizione su qualsivoglia argomento, tuttavia per il momento Prodi è riuscito a superare i vari malumori, mostrando in più occasioni il pugno duro e ricordando le conseguenze di una caduta di governo. La certezza dell'annuncio del suo ritiro dalla politica a fine mandato rende ancora più faticosa qualsiasi battaglia, perchè Prodi ha pochi interessi personali (e politici) da difendere per il futuro. Si diceva prima che nel giro di un anno lo spettro della fine del governo è stato sventolato alla piazza nelle occasioni più varie, risultando solo un tentativo buffo del politichese di parlare ai malumori e allo stomaco di elettori propri e, non sia mai, disillusi.
Tutto normale, si dirà, e lo è. E' un discorso e osservazioni talmente ovvie, che il leggerle non suscita alcun pensiero ulteriore. Tuttavia ora aggiungiamo un virgolettato di un deputato, che complice il calore ferragostano e lo svacco da ferie, ha così proferito, pregando l'anonimato:

«Se Berlusconi crede di portarci alle urne subito, senza nemmeno farci maturare il vitalizio  da parlamentare che scatta il 28 ottobre 2008, fa male i suoi conti. Se poi ci mette pure agli  ordini della Brambilla... Saremo almeno una decina, al momento di far cadere Prodi, fuori dall’aula con un terribile mal di pancia».

N.B. Questa temeraria esternazione in tempi in cui anche chi non legge mai lo ritroviamo sotto l'ombrellone con il libro "La Casta" in mano, non ha nulla a che vedere con la bufala del nuovo partito delle libertà.

Pubblicato il 20/8/2007 alle 9.41 nella rubrica Politica.

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