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L' Africa armata è un suicidio annunciato.

D'accordo tutto. La storia, il colonionalismo. Un clima certamente poco agevole. Nazioni nati a tavolino con confini squadrati da menti europee. Popoli abbandonati, lasciati soli, aggrappati alle loro tradizioni, al passato. L' Africa è un problema sotto tanti punti di vista, ed è un problema su cui occorerebbe discutere con più frequenza. Ma va da sè che è più economicamente rilòevante intervenire in Iraq che nel Darfur.
Aq uesto, alle colpi occidentali, si sommano le colpe africane. Perchè se su 50 paesi più della metà sono dittature significa che la democrazia è un concetto sconosciuto e le libertà, una parola senza significato. Se, tanto per dire, l' Europa decide di annullare il debito (come chiedeva perentoriamente Jovanotti in una canzone qualche anno fa), quei soldi che si ritrova ad avere in più dove vanno a finire? Siamo sicuri che servono per l' Africa, per debellare le malattie infettive, l'AIDS, la mortalità infantile, la malnutrizione?
Pare proprio di no, perchè dal 1990 al 2005, secondo uno studio apparso oggi sul Corriere, sono stati spesi ben 200 miliardi di euro in armi. Significa che i governi dei paesi africani hanno usato 200 miliardi di soldi in kalashnikov e altro, e nulla o poco più in sanità e educazione.
Succede allora che per colmare il vuoto governativo arrivano le associazioni di volontariato occidentali, che costruiscono ospedali, ponti, infrastrutture, pozzi. Forniscono medicinali e alimenti, vestiti e computer. La domanda è se questa strada è la soluzione ai problemi o un palliativo. La vera soluzione è, va da sè, la responsabilizzazione dei governi africani e una dura e seria reprimenda di tutte le guerre che animano il continente africano. Il processo è certamente lungo, ma va affrontato.
Riporto la dichiarazione della Presidente della Liberia:

Sono da sempre preoccupata per la devastazione dell'economia africana prodotta dalle guerre. Con la mostruosa cifra persa nei conflitti, in questi anni avremmo potuto debellare l'Aids e sarebbero avanzati fondi sufficienti per construire scuole e ospedali e portare così la media del continente a un livello di istruzione e sanità accettabili. Nel mio paese, ad esempio, il conflitto ha quasi totalmente dilapidato le risorse minerarie e agricole. Siccome praticamente tutte le armi impiegate nelle guerre dell'Africa arrivano da fuori io rivolgo un nuovo appello ai governi del Mondo affinché lavorino al Trattato sul controllo del commercio delle armi, trovino finalmente un accordo e lo applichino. E' un primo indispensabile passo per ridurre la violenza in Africa e nel resto del Mondo. I danni che le guerre causano devono essere chiari a tutti.

Pubblicato il 16/10/2007 alle 0.23 nella rubrica Politica.

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