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Dal Rave Party alla Street Parade.

D'accordo. Tutto deve avere un senso. Un inizio e una fine. Ma soprattutto una spiegazione.
I rave party.
Non li ho mai frequentati di persona, ma sono abbastanza contemporaneo dal rifuggire le etichette che si sprecano di mese in mese alla luce dell'ennesimo collasso di un giovane che balla.
E poi nemmeno mi interessa. Di quello che succede lì, intendo. Io che difficilmente ho torvato divertente ballare l'house nei club metropolitani.
Mi interessa il fenomeno. E così in pillole, mi sono fatto una storia del rave in 3 righe. Che poi basta leggersi wikipedia, senza passare di qua.
Però.
Tutto nasce negli Stati Uniti. Rave significa "sballo, delirio". Succede che alla fine degli anni '80, sgonfiato più o meno il consumismo reganiano, alcuni rimangono con il nulla in mano. Disoccupazione alta, urbanizzazione alle stelle e cose così. Poi succede che molte imprese chiudono e si liberano spazi. E poi quelle industrie che simboleggiano per alcuni il male, l'alienazione e via andando. E allora cosa succede?
Succede che le imprese per una notte se le riprendono gli operai e i disoccupati e lì rianimo gli ambienti che di giorno sono cupi, neri e stranianti. La notte nelle fabbriche dismesse sono l'ambientazione preferita dei rave party.
La musica è disturbante, molto urban, i suoni sono monocordi e industriali (sirene, antifurti, rumoracci di macchine e altro). Poi il fenomeno arriva in Europa, e in UK ha torvato terreno fertile.
Un po' perchè all'epoca i giovani inglesi si imbottiscono di droghe di tutti i tipi e gli acidi scorrono nelle vene degli inglesi tra un globulo bianco e un globulo rosso.
E poi di zone industriali ce ne sono un'infinità.
Solo che i ravers non è gente tranquilla. Se va bene fanno un casino che sveglia il vicinato a distanza di 2 chilometri; se va male, qualcuno si sente male, davvero male e poi non si riprende più.
Allora il governo inglese inizia a pensare a come arginare il fenomeni. Le menti dell' intellighentia inglese si arrampica in paranoie nebulose e architetta strutture precarie di giustizia.
Esempi?
Ad esempio è illegale riunirsi in più di dieci in un luogo pubblico.
Le compagnie numerose iniziano a porsi delle domande.
Poi però alcuni si incazzano e inizia una campagna "Riprendiamoci le strade". Di cosa si tratta?
In sostanza tutti in strada in uno stesso momento in uno stesso luogo per creare casino, traffico, disturbare e porre il problema.
Da lì alla street parade il passo e breve.
E così le strade si riempiono dei primi camioncini che trasmettono musica a palla con gente intorno che cammina e balla e sballa. Dei rave itineranti.
Poi da lì segue di tutto, le street parade diventano delle feste suepr organizzate, perdendo quello slancio anarcoide che aveva originariamente, e si trasforma in business, soprattutto per le città (Berlino e Zurigo) che le organizzano.
Poi in ste feste di gente che cammina si vede di tutto. Gay e lesbiche si sentono liberi. E poi c'è gente che si traveste, ci sono i transessuali. C'è tutta la comunità emarginata che di giorno si traveste e riempie le strade. Da qui al Gay Pride, il passo è brevissimo.

Pubblicato il 28/9/2008 alle 21.44 nella rubrica Diario.

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