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La querelle Sant'Anna di Stazzema.



In pillole.
Spike Lee fa un film su degli afroamericani eroi.
Eroi dalle nostre parti, in Toscana.
Succede poi che per lanciare il film dice cose un po' superficiali come "I partigiani scappavano e lasciavano i civili indefesi contro i tedeschi". Cose che dice avendo letto giusto il libro da cui ha tratto l'ispirazione per il suo film.
Solo che poi in Italia le cose le si conoscono un po' meglio e ci sono ancora molti partigiani vivi. Il primo ad attivarsi contro Spike Lee è stato Giorgio Bocca:
Spike Lee ha una idea sia pur labile di cosa è la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? E', per l'appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l'alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l'attesismo che fa comodo all'occupante.
Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c'era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l'attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore.

Che poi l'inghippo non sono le esternazioni americanate di Spike Lee, ma un fatto raccontato nel film e origine di discussioni infinite dalla notte dei tempi. Nel film la colpa della strage viene data ad un partigiano "traditore" che non avverte dell'arrivo dei tedeschi.
Spike Lee dice di essersi ispirato al romanzo di James McBride, il quale dice:
Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant'Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell'eccidio
Quindi la storia è un po' romanzata. McBride si scusa, Spike Lee no "Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi".
Spike Lee in realtà risponde proprio su Repubblica all'articolo di Bocca, "Caro Bocca, io non sono un suo nemico". Con l'articolo, le cose si mettono a posto, Spike Lee torna ad essere un buono e tutto il pour parlè è stato per l'appunto un pour parlè. Anche se per inciso aggiunge:

Crediamo sinceramente che l' unico fatto su cui tutti siamo d' accordo è che 560 esseri umani sono stati massacrati dai nazisti. Al di là di ciò, ognuno ha la sua teoria e il suo punto di vista. Questo, semplicemente, è il nostro film.

Che in sostanza vuol dire che secondo Spike Lee e McBride un partigiano ha tradito. Va infatti ricordato che le fasi del processo hanno portato alla luce diverse teorie su come sia nato l'eccidio. E forse su questo punto Bocca e Spike Lee non andranno mai d'accordo.
C'è anche da dire che il film di Spike Lee verrà visto da milioni di persone e quindi milioni di persone potrebbero prendere per buona la versione di Spike Lee della storia. Forse questo è quello che più infastidisce Bocca.

Pubblicato il 3/10/2008 alle 21.12 nella rubrica Diario.

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