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Chiesa, la stabilità della fede e l'instabilità dei soldi.

Non sono uno di quelli che disconosce la possibilità della Chiesa di intervenire nei dibattiti pubblici. Ne intuisco la strategicità e l'opportunità per certi aspetti. Non ne condivido spesso le linee, ma sono cose personali. Ritengo anche che la Chiesa, intervenendo in un dibattito pubblico, sia necessariamente soggetta a critiche, riflessioni e accuse. Il pensiero della Chiesa non è per vinconlante, non è veriterio per forza, non è il Verbo. E proprio per questo è criticabile e mi capita spesso di farlo. Non riconosco l'infallibilità della CHiesa, anzi ritengo che storicamente sia ben facile dimostrare il contrario.
Nei giorni scorsi, a seguito delle tempeste economiche che stanno arrivando anche nella periferia dell' Impero, la Chiesa si è premurata di ricordare quanto i soldi siano "instabili" e quanto invece la fede sia stabile. Quanto sia "meno opportuno" ricercare la ricchezza e quanto sia "più opportuno" ricercare la fede.
Ebbene, poco tempo prima, la Chiesa, lamentando un forte calo nelle donazioni attraverso l'8 per mille, ha lanciato una campagna pubblicitaria a tappeto, che ha coinvolto tutti i media, proprio per tentare di arginare questo fenomeno di disaffezione alla donazione epr la Chiesa Cattolica che si è registrato nell'ultimo anno.
A voi trarne le opportune conclusioni.

Pubblicato il 7/10/2008 alle 19.0 nella rubrica Diario.

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